L’invasione degli e-scooter preoccupa l’Europa

 

Installati nelle città senza chiedere il permesso alle amministrazioni comunali, dal momento che nessuna regola impone di farlo.

Tanti sindaci europei hanno assistito all’arrivo nelle loro strade di centinaia di e-scooter, monopattini elettrici con velocità limitata, completamente sconosciuti ai codici della strada.

Secondo i dati, riportati da Le Parisien, i nuovi veicoli hanno già provocato 284 feriti e cinque morti in Francia, con un aumento del 23% di infortuni su strada rispetto all’anno precedente.

Da dove arrivano

Importati in Europa da nuove aziende di successo della Silicon Valley, gli e-scooter sono mezzi di locomozione agili, semplici da guidare e silenziosi, che possono andare sia su strada che sul marciapiede a una velocità massima di 25 km/h.

Tutti motivi che ne hanno decretato il successo tra il pubblico, ma anche la pericolosità, certificata dal numero di incidenti in aumento.

Per usarli basta scaricare un’App sul cellulare, inserire un numero di carta per i pagamenti, geolocalizzare sulla mappa il monopattino più vicino e attivarlo facendo una scansione del QR code del veicolo elettrico.

Le tariffe di Lime e Bird, le due aziende californiane che hanno esportato il business degli e-scooter in Europa, si aggirano intorno ai 15 centesimi al minuto da sommare a un euro per l’attivazione del mezzo. 

In strada senza patente

Non occorre alcun tipo di patente per guidare gli e-scooter.

Basta tenere il manubrio, prendere velocità facendo due o tre passi con un piede a terra e uno sul monopattino e spingere la levetta dell’accelerazione.

Quest’ultima aumenta d’intensità come un pedale destro dell’automobile, mentre la leva nel freno si trova sul manubrio sinistro.

Tra i Paesi che si sono mossi per primi verso una maggiore regolamentazione ci sono il Belgio, dove si sta pensando di estendere le norme per le bici elettriche agli e-scooter, e la Germania, che si prepara a introdurre una nuova categoria di “veicoli leggeri elettrici” senza obbligo di portare il casco, ma la cui velocità andrà limitata ai 20 km/h.

I media tedeschi riportano anche l’intenzione di limitarne l’uso nelle sole piste ciclabili.

Approccio completamente diverso è stato adottato da molte città olandesi, che stanno vietando l’uso di ogni tipo di ciclomotore elettrico nelle piste ciclabili.

La Francia invece impedisce già l’uso di qualunque mezzo che va oltre i 6 km/h nei marciapiedi, ma si trova in difficoltà di fronte ai rischi per i conducenti di monopattini elettrici costretti ad andare su strada laddove non ci sono piste ciclabili. 

I problemi di regolamentazione dei nuovi mezzi ricordano, in parte, il dibattito che si è imposto in seguito all’arrivo di Uber, che ha scombussolato gli equilibri del trasporto di persone nelle grandi città.

I rischi per l’incolumità di conducenti e pedoni si sono però sostituiti alle tensioni tra tassisti e autisti Uber, in quella che era una questione di concorrenza tra competitors. 

 

(Articolo di Tommaso Lecca, pubblicato con questo titolo l’11 gennaio 2019 sul sito online “Roma Today”)

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com