Il Delta del Po è un “Parco di carattere nazionale”. Zago: «Oggi le comiche»

 

Oggi, le comiche.

Che dire diversamente della straziante interrogazione (in allegato) alla Giunta della Regione Emilia-Romagna dell’”unica” Delegata Mab-Unesco al mondo, Marcella Zappaterra, sul celebre quanto ermetico “e magari il Delta del Po” pronunciato recentemente dal Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a proposito dei nuovi parchi nazionali da istituire?

La conseguente e fresca risposta (In allegato) dell’Assessora all’Ambiente, Paola Gazzolo, spazza via istituzionalmente i residui dubbi: il misterioso Parco del Delta del Po, previsto un anno fa dal Parlamento, è un classico Parco di carattere nazionale.

Viva, anche se tardiva, la sincerità!

Proprio il contrario, quindi, di quanto perseguito negli ultimi tre anni dai sostenitori, prima, di una infondata legge speciale per il Parco del Delta del Po; poi, dell’omonimo e bislacco Parco più “unico” che raro.

Il non disciolto fans club del parco “unico” è composto – incredibile, ma vero – dalle stesse “personalità” politiche che, un anno fa, gridando al miracolo, hanno clamorosamente scambiato per panacea la frittata cosmica sfornata dal Parlamento con la legge di bilancio.

Che altro non è se non una sorta di Parco ibrido alla “Frankenstein” del Delta del Po: un assurdo parco  di carattere nazionale,  finanziato esclusivamente da regioni ed enti locali.

Questo sì che è un parco ‘unico’ al mondo come la suddetta Delegata Mab.

Per non parlare pure della squinternata proposta dello stesso club, che tiene banco dall’inizio dell’anno che va a terminare, di assumere il Parco interregionale di Sasso Simone e Simoncello a modello normativo per quello nazionale alla “Frankestein” del Delta del Po.

Idea, questa, non realizzabile in quanto tale parco, pur fregiandosi del titolo di interregionale, conserva un carattere squisitamente regionale.

A chi sostiene il contrario – trastullandosi, per crassa ignoranza, nell’infantile gioco “dal basso” di chi è più realista del re – consiglio la lettura del comma 4 dell’articolo 22 (Titolo III, “Aree naturali protette regionali”) della legge quadro sulle aree protette, n. 394/1991.

Nella speranza che, ravvedendosi, desista dal fare politicamente ulteriori danni al Delta.

Già questo sarebbe pur sempre un contributo, seppure indiretto, ad evitare che, intanto, il Parco regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna  finisca in polvere.

Nella polvere che sarebbe prodotta dalla mostruosa fabbrica, fumante giorno e notte, che si vorrebbe scandalosamente impiantare, contro natura, proprio nel suo cuore.

Allegati

Link esterni

 

(Comunicato di Valter Zago, già Presidente del Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna,  pubblicato con questo titolo il 27 dicembre 2018 sul sito online “greenreport.it”)



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