Terni, il piano di privatizzazione di Asm fa discutere: «Si faccia interesse del territorio»

 

No inceneritori, il circolo Verdi Ambiente e società e Potere al Popolo contrari alla privatizzazione di Asm. Il progetto del Comune di Terni, su cui sta lavorando l’assessore alle Partecipate Fabrizio Dominici, dunque fa discutere. E trova il parere negativo di tre realtà del territorio.

No Inc 

Secondo il comitato No Inceneritori «Terni rischia di diventare un territorio di servizio per la metropoli di Roma.

Malgrado la legge Madia – spiegano i No Inc in una nota – abbia ulteriormente spinto di fatto verso una privatizzazione dei servizi, sappiamo che non vi è alcun obbligo.

L’esperienza negativa del Servizio Idrico è sotto gli occhi di tutti, non solo dei ternani, ma anche del resto dei sindaci dell’Ambito che in questi giorni hanno dato un segnale chiaro e apparentemente ostile al socio privato Acea.

Nel frattempo poi, in Italia, si moltiplicano esperienze di Società o Consorzi interamente pubblici che in quanto ad efficienza dei servizi non hanno nulla da invidiare ad altri».

Servizi al territorio 

Contrario a questo scenario anche il Circolo Vas. «Privatizzare l’Asm equivale a vendere Terni nelle mani di una delle maggiori multinazionali italiane.

Per questo siamo contrari alla privatizzazione, anche per quello che riguarda le altre aprtecipate comunali».

Sul fronte politico ecco la presa di posizione di Potere al Popolo.

«La questione del dissesto economico del Comune – si legge in una nota – non può essere risolta privatizzando Asm.

L’ingresso di Acea nel 49% del capitale Asm permetterebbe alla multinazionale di proprietà del Comune di Roma l’amministrazione della municipalizzata ternana, che si tradurrebbe nella completa gestione del ciclo dei rifiuti nella nostra provincia.

Per questo bisogna rilanciare la strategicità del controllo pubblico e popolare delle municipalizzate e della gestione pubblica dei beni comuni, che sappia togliere tali profitti ai privati ed uscire dalla logica speculativa delle grandi aziende a gestione mista, che fanno solo gli interessi dei grandi gruppi del settore».

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 19 dicembre 2018 sul sito online “Umbria 24”)



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