Trump è un’anatra zoppa: alla camera maggioranza ai democratici. Le reazioni degli ambientalisti

 

Donald Trump  canta vittoria  e parla di «un enorme successo», ma è uscito dalle elezioni di mid-term come un’anatra zoppa con una risicatissima maggioranza di un voto al Senato (dove non mancano i repubblicani che gli sono ostili) e una schiacciante maggioranza democratica alla Camera, dove sono entrati socialisti e ambientalisti molto più combattivi dei democratici centristi ai quali erano abituati i repubblicani.

Per non parlare di donne democratiche progressiste come Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane mai eletta al Congresso, la palestinese Rashida Tlaib, la prima musulmana ad essere eletta al Congresso, e Sharice Davids, la prima nativa-americana ad entrare nel Congresso Usa, la cui elezione non sarebbe stata possibile senza il movimento femminile e giovanile contro Trump e le sue politiche reazionari, anti-ambientaliste e negazioniste climatiche.

Una sconfitta riconosciuta dai portavoce repubblicani e, non a caso tra i più soddisfatti ci sono gli ambientalisti e in particolare Sierra Club, la più grande, diffusa e autorevole associazione ambientalista Usa, che si è data molto da fare per appoggiare i candidati ambientalisti.

Un impegno ripagato, visto che in una nota Sierra Club fa notare che «i democratici prenderanno il controllo della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti dopo una storica campagna che segue due anni di caos trumpiano e di attacchi all’ambiente e alla maggioranza degli americani a livello nazionale.

Allo stesso tempo, i candidati governatoriali in tutta la nazione stanno ora portando il loro sostegno per la transizione verso un’economia pulita al 100% nelle capitali degli Stati, tra cui Jared Polis in Colorado, JB Pritzker in Illinois e Gretchen Whitmer nel Michigan.

I campioni del clima stanno andando al potere in alcuni dei più importanti swing state del Paese (gli Stati in bilico tra repubblicani e democratici, ndr), mentre la nazione guarda alle elezioni presidenziali e al Senato del 2020. 

Non ci sono mai stati così tanti campioni dell’energia pulita al 100% a tutti i livelli di governo, come ci saranno dopo queste elezioni».

Il direttore esecutivo di Sierra Club, Michael Brune, smaschera la falsa esultanza dell’anatra zoppa Trump: «In questa elezione, gli americani hanno fatto qualcosa che Donald Trump non voleva che facessimo: unirsi. 

Due anni di pressioni ininterrotte, impegnate e strategiche da parte di persone in tutto il Paese che si sono alzate in piedi, organizzate insieme e hanno intrapreso azioni in tutto il Paese, hanno costruito lo slancio per questa vittoria. 

Negli Stati di tutta la nazione, un’onda blu (il colore del Partito Demoicratico, ndr) alimentata da energia pulita al 100% ha spazzato via la marea rossa (il colore dei repubblicani, ndr)».

Anche per la direttrice esecutiva di Greenpeace Usa, Annie Leonard, «le elezioni di medio termine sono state un momento decisivo per lasciare un mondo migliore alle generazioni future, uno con aria e acqua pulite, un clima sicuro e una democrazia che funziona per tutti noi. 

Grazie al duro lavoro delle persone comuni che hanno organizzato gli elettori in tutto il paese, finalmente abbiamo un po’ di vento nelle nostre vele per fare progressi reali sui cambiamenti climatici, la crisi più urgente che l’umanità sta affrontando.

Stasera possiamo andare a letto sapendo che alcuni neo-eletti campioni del clima al Congresso possono contribuire a resistere al peggiori degli attacchi di Trump sull’ambiente e alla sua insistenza a fare marcia indietro sui progressi sui cambiamenti climatici, ma solo se continueremo a ritenere il Congresso responsabile. 

Stiamo festeggiando, ma dobbiamo anche lavorare per spingere le politiche per l’azione climatica, le protezioni ambientali, la giustizia sociale ed economica e la riforma della democrazia».

Brune ricorda che «negli ultimi due anni la domanda era  se l’energia senza precedenti della resistenza si sarebbe tradotta in energia nelle urne.

La risposta clamorosa di stasera è stata che lo ha fatto e il risultato sarà che il Congresso e gli enti statali e locali di tutto il Paese avranno alcuni dei più ambiziosi campioni del clima che ne siano mai stati alla guida.

Nonostante i riflettori a gas serra di Trump e i suoi sforzi  dei suoi alleati per intimidire e privare i diritti degli elettori, stanno perdendo il potere e la resistenza sta vincendo. 

Ora, con un’ondata di campioni del clima che prendono il potere alla Camera, i prossimi due anni porteranno un’ondata di responsabilità e pressione senza precedenti che farà sembrare gli ultimi due anni una passeggiata nel parco per Trump e i suoi corrotti complici e per tutto il suo gabinetto della Casa Bianca».

Il direttore esecutivo di Sierra Club ricorda che, oltre che sull’ambiente, Trump perde anche su altri temi: «Questi risultati elettorali sono un ripudio delle politiche del presidente Trump, così come i suoi attacchi a donne e immigrati, musulmani, la comunità LGBTQ e altre comunità vulnerabili ed emarginate. 

Il popolo americano ha inviato a Donald Trump e al Congresso il messaggio che è ora di agire seriamente per affrontare la crisi climatica, proteggere la nostra aria pulita e acqua e l’EPA (Environmental protection agency, ndr) che li garantisce, e accelerare in modo aggressivo una transizione nazionale verso un  futuro pulito, 100% a energia rinnovabile».

Brune conclude: «Sierra Club ha combattuto fin dal primo giorno contro gli attacchi di Trump all’ambiente e alle comunità vulnerabili. 

Ecco perché abbiamo investito risorse senza precedenti in questo ciclo della lotta per assicurarci che di Trump e del suo gabinetto saranno ritenuti responsabili per la corruzione e l’illegalità dilaganti, così come per progredire verso l’azione climatica  l’energia pulita a tutti i livelli di governo».

 

(Articolo di Umberto Mazzantini, pubblicato con questo titolo il 7 novembre 2018 sul sito online “greenreport.it”)



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