Italia Nostra: Fermiamo il condono edilizio!

 

Al fronte contro il condono edilizio nascosto nel Decreto Genova  si unisce anche Italia Nostra che ricorda che «entro fine mese il Parlamento sarà chiamato a ratificare l’articolo 25 del Decreto Genova che condonerà tutti gli abusi edilizi perpetrati a Ischia tra il 1983 e il 1993.

La cronaca di questi ultimi giorni ci ha mostrato i danni e le vittime che crea l’abusivismo edilizio».

Per questo l’associazione ambientalista invita tutti ad unirsi all’appello online per chiedere che «il Parlamento fermi l’ennesima, indiscriminata, sanatoria edilizia. Legalizzare gli abusi edilizi vuol dire preparare il terreno per nuove tragedie».

Italia nostra evidenzia che «l’art. 25, inserito nel DL 109 del 28 settembre 2018  – Decreto Genova – in discussione al Parlamento per favorire la ricostruzione delle aree colpite dal sisma, sancisce l’ammissibilità al condono di tutte le istanze di sanatoria riguardanti le edificazioni abusive realizzate sull’isola di Ischia dal 1983 al 1993 in gran parte non suscettibili di sanatoria secondo le limitazioni della legge 724/94, e tutte quelle abusivamente realizzate dal 1993 al 2003 del tutto escluse in applicazione della legge 326/03.

Come rilevato da un sondaggio di Ipsos del febbraio 2018, il 58% degli italiani è contrario al condono edilizio.

È ora di dire basta a condoni ad Ischia e nel resto dell’Italia».

Italia nostra chiede ai parlamentari di «stralciare dal Decreto Genova, in discussione alla Camera, ogni ipotesi di condono edilizio per Ischia» e ricorda che «la scarsa qualità dell’edificato costruito abusivamente nelle aree interessate da vincolo idrogeologico e paesaggistico dell’isola d’Ischia ha amplificato gli effetti disastrosi dell’evento sismico del 21 agosto 2017.

Con il provvedimento attualmente in discussione al Parlamento, si vorrebbe calare una pietra tombale su tutti gli abusi perpetrati sull’isola d’Ischia, permettendo una sanatoria generalizzata delle costruzioni illegali realizzate in un’area gravata dai vincoli paesaggistici e idrogeologici, concedendo forti riduzioni delle sanzioni economiche previste dalle leggi, e così sfruttando un disastro naturale annunciato da decenni.

La norma introdotta presenta evidenti aspetti di illegittimità costituzionale poiché introduce disposizioni di favore per i residenti nei territori dei Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio d’Ischia e, sopra ogni cosa, confligge con i principi di salvaguardia del paesaggio sanciti dall’art. 9 della Costituzione».

Italia Nostra chiede «a tutti i parlamentari di votare per la cancellazione della norma e cogliere così l’opportunità di trasformare una tragedia annunciata in una grande occasione per il riassetto razionale del territorio, rilanciando il primato della pianificazione paesaggistica e territoriale».

Intanto continua la campagna di Legambiente “Scrivi ai parlamentari per dire NO AL CONDONO EDILIZIO! “ e anche il Cigno Verde sottolinea che  «nel Decreto Genova sono previsti interventi per la ricostruzione di Ischia e delle regioni del Centro Italia devastate dai recenti terremoti.

A Ischia diventano condonabili edifici che per la legge del 2003 sono insanabili, nelle quattro regioni del Centro Italia si riaprono i termini del condono 2003 fino ad agosto 2016.

Due precedenti pericolosi per la credibilità del Paese.

Chiediamo ai parlamentari di modificare il decreto Genova negli articoli sulla ricostruzione delle zone terremotate di Ischia e del Centro Italia».

Legambiente ricorda ai parlamentari che «come è noto dalle cronache degli ultimi giorni, nel decreto Genova sono previsti interventi per la ricostruzione di Ischia e delle regioni del Centro Italia devastate dai recenti terremoti. In particolare, per l’Isola campana, l’articolo 25 del provvedimento prevede che per gli immobili distrutti o danneggiati dalle scosse del 2017 vengano conclusi i procedimenti ancora pendenti di condono facendo riferimento – esclusivamente – alle disposizioni del primo condono, ossia la legge 47/1985 (governo Craxi).

Ciò significa che non varrebbero le norme più restrittive in materia di tutela paesaggistica e idrogeologica introdotte successivamente col condono del governo Berlusconi. 

Scelta grave e inaccettabile perché consentirebbe di condonare edifici posti in aree a rischio e di pregio ambientale, insanabili fino ad oggi, e, come se non bastasse, beneficerebbero del contributo al 100% della ricostruzione post sisma».

Mentre per i Comuni delle quattro regioni del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016, «si permette di sanare anche interventi abusivi realizzati su edifici esistenti fino al 2016. un quarto condono, anche se circoscritto ad una parte del Paese, visto che si riaprono i termini temporali dell’ultimo condono del 2003».

Per il Cigno Verde si tratta di «due precedenti pericolosi per la credibilità del Paese.

Per questo Legambiente invita tutti i parlamentari a un atto di responsabilità e di giustizia e chiede di stralciare dal decreto quei passaggi che non velocizzano la ricostruzione e legalizzano degli abusi non sanabili fino ad oggi, mettendo anche in pericolo la sicurezza delle persone.

Per fare questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Invia una mail ai parlamentari perché fermino il condono».

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 7 novembre 2018 sul sito online “greenreport.it”)



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