Cibo per il cambiamento, la ricetta per la sostenibilità passa (anche) dalle nostre tavole

 

Si è aperta ieri a Torino la XII edizione di Terra Madre Salone del Gusto, l’evento Slow Food che quest’anno ha come motto Food for change (cibo per il cambiamento, ndr) e che punta con decisone sulla capacità di costruire connessioni tra campi del sapere e dell’agire politico, facendo leva sul cibo come motore di cambiamento positivo.

«La difesa del suolo e la difesa di borghi e botteghe sono sfide che incideranno anche sulla politica alimentare», avverte il presidente di Slow Food Carlo Petrini (nella foto, ndr).

 Nel primo ambito c’è da mettere mano al progetto di legge che «da quattro anni giace vergognosamente in Parlamento».

Sono i contadini a preservare i territori, continua Petrini, ma nessuno li retribuisce per questi servizi ecologici in assenza dei quali – come la cronaca ci mostra fin troppo spesso – i territori cadono in preda al dissesto idrogeologico.

Altro aspetto della questione è l’abbandono delle aree rurali, lo spopolamento dei paesi dell’Italia profonda che mette a rischio la sopravvivenza del nostro stesso modello enogastronomico: «Nei nostri borghi di montagna non esistono più botteghe, non ci sono luoghi dove acquistare i prodotti del territorio.

La politica che lavora con Amazon e Alibaba dimostri di sapere anche promuovere i negozi polifunzionali e i servizi alle comunità, perché il made in Italy ha senso se noi per primi lo consumiamo e lo paghiamo al prezzo giusto».

Una prospettiva che parte da un punto di vista locale, ma che abbraccia una trasformazione che non può avere altro che una dimensione internazionale.

La voce delle istituzioni continentali, intanto, arriva a Terra Madre Salone del Gusto anche grazie al commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare,Vytenis Andriukaitis.

Lotta allo spreco alimentare, benessere animale negli allevamenti, prevenzione delle malattie e dell’antibioticoresistenza e promozione di alternative all’uso dei pesticidi sono le priorità dell’azione europea tratteggiate dal commissario.

«Terra Madre ci sta chiedendo di preservare il pianeta – afferma Andriukaitis – Questo pianeta è in grado di nutrire dieci miliardi di persone, alla sola condizione di tenere in conto la sostenibilità, un concetto che si accompagna perfettamente all’idea di una filiera “slow food”, dove si uniscono la qualità, il gusto, la salute delle persone e il rispetto per la Terra».

Un approccio alla sostenibilità che è importante declinare a partire dai territori che concretamente viviamo.

Un importante esempio in tal senso arriva dalla Toscana, che a Torino è presente con quaranta partner e sessanta eventi in programma: «Come Slow Food Toscana – spiega il suo responsabile Gianrico Fabbri – quest’anno abbiamo portato progetti che afferiscono alla filosofia Slow Food e a Terra Madre che è la grande rete delle comunità che con Slow Food compiono un percorso mantenendo l’identità originaria. In occasioni come queste ci troviamo a condividere progetti che realizziamo nel nostro territorio e poi portiamo a Terra Madre Salone del Gusto».

«Questo 2018 – prosegue Fabbri – è un anno particolare per Slow Food, veniamo dal congresso a Montecatini nel luglio scorso.

Slow Food sta cambiando pelle ma non contenuto e sostanza. Stiamo affrontando queste novità con alcuni partner come CoSviG, il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche che ha in seno la Comunità del cibo prodotto con energie rinnovabili», che abbiamo incontrato molte volte anche su queste pagine.

È la dirigente CoSviG Loredana Torsello a ricordare per l’occasione la collaborazione storica che lega il Consorzio con Slow Food Toscana: proprio da queste due realtà, insieme alla Fondazione Slow Food per la Biodiversità, è nata l’esperienza della Comunità del cibo a energie rinnovabili della Toscana.

Una collaborazione che si rinsalda ogni anno a Terra Madre Salone del Gusto.

«La nostra è ormai una collaborazione storica in questa che è una festa, sono quasi 12 anni – ricorda Torsello – Una collaborazione che si è nutrita di progetti, di iniziative sui territori, di condivisione delle visioni su certi temi per trarne un reciproco arricchimento. CoSviG è un consorzio di Comuni e svolgiamo ruolo di agenzia di sviluppo del territorio, cercando di promuovere la creazione di posti di lavoro e la valorizzazione delle risorse locali e dei piccoli imprenditori».

 

(Articolo di Luca Aterini, pubblicato con questo titolo il 21 settembre 2018 sul sito online “greenreport”)



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