VAS CALABRIA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE “BASTA VELENI”

SABATO 24 OTTOBRE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE AD AMANTEA (CS) Con Raduno dalle ore 9,00 sul Piazzale Eroi del Mare  Sul lungomare “Natale De Grazia” di Amantea
Per chiedere al Governo, alla Regione, a tutti gli enti preposti che: venga dichiarato dal governo lo stato d’emergenza in tutto il territorio costiero che va da Maratea ad Amantea e nei siti contaminati come Crotone e la sibaritide; che vengano indennizzati tutti i pescatori della costa  e i contadini della valle dell’Oliva e tutte quelle categorie che vivono di turismo; che venga effettuata un’analisi epidemiologica su tutta la costa tirrenica e in tutta la regione venga istituito e reso pubblico il registro dei tumori; che vengano dati mezzi e risorse alla regione Calabria perché possa immediatamente recuperare la nave Cunsky davanti Cetraro e la Yvonne A davanti Maratea, insieme al loro  carico radioattivo e tossico; che venga bonificata tutta la valle dell’Oliva nei luoghi indicati e conosciuti, dove risultano sepolti i rifiuti; che vengano bonificati tutti i luoghi inquinati come il Fiume Oliva, Crotone, la sibaritide, Praia a Mare; che venga riaperta l’inchiesta sulla Jolly Rosso e vengano perseguiti i responsabili del tentato affondamento e che si scoprano i responsabili del seppellimento dei rifiuti, delle ditte che vi hanno lavorato, di coloro che hanno depistato più volte l’inchiesta; che venga aperta un’inchiesta per fare chiarezza sulla morte sospetta del capitano Natale De Grazia; che vengano ripresi i processi riguardanti i disastri ambientali giacenti nelle varie procure calabresi.
ORGANIZZANO: Comitato Civico Natale De Grazia, Movimento ambientalista del Tirreno, Forum Ambientalista, CIGL nazionale, CISL E UIL CALABRIA , WWF nazionale, RDB Unicobas nazionale, Rosso Cetraro, Legambiente Nazionale,Valle Oliva-Terre a perdere, Ammazzateci Tutti movimento antimafia,  Beni Comuni Cosenza, Verdi Ambiente e Società.
ADESIONI: Greenpace, Italia Nostra, VAS Calabria, Rete ecologica calabrese, Collettivo Unical Filol8, Ass. Isca Hotels, Confindustria settore Turismo, Confindustria, Coldiretti, Ass. Confronti, Ass. Aquilone, RDB Nazionale, ARCI Coreca, Federconsumatori, Non spegniamo la luce, Confederazione Cobas, Officina Creativa, Associazione Posidonia, Calabria Europea, Medicina Democratica, Il Manifesto, Ass. Fata Morgana, Donne ecologiste e meridiane, Medicina Democratica, Ass. Klipper, Belvedere Giovani, C.s.o.a. “A.Cartella”, TerritoRioT, g.a.s. Felce & Mirtillo, Collettivo UniRC, Blog Aiello Calabro e dintorni, Casa della legalità Lamezia T., Il Quotidiano della Basilicata, Ass. Altra Lamezia, circolo culturale Rua sao joao e Algo mas, Collettivo studenti in lotta Lamezia, Movimento Amo Lamezia, Rete No-Ponte, partiti politici, Parlamentari, Comuni e altre Istituzioni.  PER ADESIONI ED INFORMAZIONI TELEFONARE PRESSO  LA CAMERA DEL LAVORO CGIL Amantea Tel. Fax:  0982.424788 Tel.: 0982.427954  Oppure scrivere a manifestazione@comitatodegrazia.org

 

APPELLO

Nessuno ci deve più imbrogliare! BASTA VELENI DA AMANTEA UNA SOLE VOCE: “Riprendiamoci la Vita, Vogliamo una Calabria Pulita!”
Nella valle del fiume Oliva è stata accertata la presenza di un fortissimo tasso di radioattività; lo confermano i rilievi effettuati dall’Arpacal per conto della Procura di Paola, dai tecnici del Ministero dell’ambiente e dai Carabinieri del NOE. Al largo di Cetraro è stata riscontrata la presenza di una nave inabissata con tutto il suo carico di veleni. Si tratta, quasi certamente, di scorie radioattive trasportate dalla Motonave Cunski, affondata dalla ‘ndrangheta per conto di bande assassine  e di chissà quali “servizi” nazionali ed internazionali. A Crotone le scuole, i piazzali, le abitazioni sono inquinate da materiale tossici che stanno avvelenando giorno dopo giorno principalmente i bambini. Questo materiale nocivo proviene dalla Pertusola, fabbrica dismessa e mai bonificata, da dove, peraltro, sono partite le 35 mila tonnellate di ferriti di zinco ancora sepolte nella sibaritide. A Praia a Mare, secondo accertamenti effettuati dalla Procura della Repubblica di Paola, 40 operai sono morti per tumori contratti a causa dei veleni respirati per anni nella vecchia fabbrica Marlane. Altre 60 persone risultano oggi ammalate di cancro per gli stessi motivi. E, come se non bastasse, risulta che gli scarti di lavorazione dello stabilimento sono stati smaltiti abusivamente, interrati attorno alla fabbrica, al centro del paese. Di fronte a questi disastri ecologici accertati, e a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora il governo nazionale non si è mosso per come avrebbe dovuto fare convocandosi in forma straordinaria ed urgente  e stanziando i fondi necessari. La lentezza delle iniziative governative incomincia a preoccupare e a far sospettare tentativi di depistaggio programmato e di disinformazione, come è già avvenuto sulla vicenda della Jolly Rosso. A risolvere i problemi connessi a questo disastro ecologico e ambientale non possono bastare la buona volontà e l’attivismo di un Procuratore della Repubblica e di un assessore regionale. Non chiediamo rassicurazioni ma verità provate e dimostrate a tutti noi che siamo i cittadini interessati colpiti da questa immane tragedia. Non ci basta che venga misurata la radioattività presente ad Oliva ma vogliamo che vengano scoperti e portati alla luce tutti i materiali inquinanti sepolti in quella valle dell’inferno. Non ci basta qualche prelievo fatto da una nave “ministeriale” al largo di Cetraro ma vogliamo che i fusti sepolti a 480 metri di profondità vengano tutti recuperati e analizzati. Vogliamo che vengano ricercate anche le altre “navi a perdere” affondate nei nostri mari con i loro carichi mortali. Vogliamo che si faccia presto perché la nostra salute è ad alto rischio e sull’economia vi saranno ricadute negative pesantissime. La mobilitazione della popolazione deve essere massima, continua e forte. Le istituzioni locali e regionali, i politici tutti, che fino a ieri hanno fatto finta di non sapere cosa vi fosse nel fiume Oliva, a Cetraro, a Praia a Mare, oggi  devono fare la loro parte e seguire tutti i percorsi necessari a tenere alta la mobilitazione, compreso il compimento di atti eclatanti e formalmente poco ortodossi. I sindaci, in particolare, devono vigilare uniti contro ogni tentativo di sottostimare il pericolo e di rabbonire le popolazioni senza ragion veduta. Per tutto questo le associazioni ambientaliste, i sindacati , i comitati di base indicono per

 

pdf LOCANDINA



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