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La gravità del veto USA alla nascita dello Stato della Palestina e la necessità di una nuova ONU E-mail

di Antonio D’Acunto, Presidente Onorario VAS Campania

 

Il veto annunciato dagli USA al Consiglio di Sicurezza dell’ONU sul riconoscimento della Palestina quale Stato Sovrano - il 194 esimo riconosciuto ed ammesso all’ONU - se è di estrema gravità rispetto alla specifica, ma estremamente importante questione dello storico, conflittuale rapporto tra Israele ed il Popolo Palestinese, allo stesso tempo richiama ancora una volta la necessità assoluta ed urgente di una nuova organizzazione mondiale degli Stati, che superi radicalmente l’attuale ONU con le sue regole ed imposizioni.

Il veto, od anche il solo suo annuncio con i conseguenti condizionamenti di altri paesi membri del Consiglio di Sicurezza, esprime la identità di fondo che caratterizza purtroppo, dalla fine della seconda guerra mondiale, la politica estera USA in Medio Oriente, condizionata da Israele, indipendentemente dall’essere i Democratici o i Repubblicani al Governo del Paese. Il veto, che peraltro fa seguito a quello del febbraio scorso su nuovi insediamenti di coloni a Gerusalemme Est, ridimensiona fortemente Obama come Uomo del Rinnovamento, Uomo di Pace, come il Premio Nobel che nel Giugno del 2009 in un discorso ufficiale al Cairo dichiarò: “la situazione per il Popolo Palestinese è intollerabile. L’America non volterà le spalle alla legittima aspirazione palestinese alla dignità ed alla opportunità di avere uno Stato” e ancora il 23 settembre 2010 all’Assemblea Generale della Nazioni Unite affermò: “quando torneremo qui tra un anno avremo raggiunto un accordo che porterà a un nuovo membro delle Nazioni Unite, uno Stato Palestinese indipendente e sovrano che viva in pace con Israele.”

La creazione dello Stato della Palestina è fondamentale per la Pace in Medio Oriente: con la richiesta di Stato Sovrano entro definiti confini, quelli del giugno del 1967, i Palestinesi riconoscono la esistenza nella regione del Vicino Oriente, compresa tra il Mare Mediterraneo ed il fiume Giordano - di eccezionale valenza storica - la esistenza oltre tali confini di un altro Stato Sovrano, appunto Israele. Chiunque abbia a mente la storia della conflittualità tra Israele e Palestina e vuole realmente la pace, sa bene che i confini del 1967, quelli appunto di prima della Guerra dei Sei Giorni, sono gli unici compatibili con la reciproca accettazione dell’altro Stato. La proposta di tali confini, con Gerusalemme Est, Capitale dello Stato Palestinese è in realtà una precisa proposta di Pace dell’Autorità Nazionale Palestinese ad Israele, perché in rottura con ogni storica rivendicazione da parte del Popolo Palestinese, a partire dalla profondamente ingiusta Risoluzione 181 dell'Assemblea Generale dell’ONU del 1947. La gioia manifestata a Ramallah, a Nablus, a Hebron, Jenin ed alla Porta di Damasco a Gerusalemme Est per la richiesta dell’Autorità Palestinese attesta come sia condivisa ed accettata, dalla stragrande maggioranza del Popolo Palestinese, questa volontà di pace.

Il veto USA e l’opposizione di Israele a questa proposta di Pace assumono purtroppo una valenza tutta opposta: l’obbiettivo - non dichiarato ufficialmente se non dalla estrema destra politica, sociale e culturale israelana, ma sotteso per molti aspetti alla politica ed all’azione dell’attuale governo, ma anche spesso di governi a guida laburista - della Grande Israele ovvero dello Stato di Israele come Terra Promessa sulla intera Palestina o, più minimamente, della occupazione costante e progressiva, con insediamenti di colonie, di territori dentro ai confini dello Stato Palestinese da contrattare in un confronto finale sulla pace come parte dello Stato di Israele. Più si ritarda la Pace, più si occupano aree dello Stato Palestinese. Uno Stato Sovrano, Israele, invece non può più occupare militarmente un altro Stato Sovrano, la Palestina, né creare in esso propri insediamenti, quelli dei coloni, che appunto più passa il tempo più diventano l’ostacolo insormontabile per la Pace. Ad ogni tavolo internazionale di trattativa, Israele e Palestina stanno con pari diritti e dignità e non l’uno come Stato sovrano e l’altro come Popolo Occupato, come vi fosse stata una guerra tra i due Stati e lo Stato vincitore ed occupante fosse Israele. Se la Palestina da anni fosse stato riconosciuto come Stato Sovrano sicuramente molti processi e percorsi di Pace sarebbero molto più avanzati giacché sia la Palestina che Israele avrebbero avuto allo stesso tempo la sicurezza di confini certi e la consapevolezza della impossibilità, storicamente determinata dal reciproco riconoscimento, di scacciare o sottomettere l’altra parte: La Pace nel Mondo ha nella nascita di un autonomo e sovrano Stato Palestinese un passaggio obbligato.

Ma, come detto, il veto USA ha anche un significato politico più generale: è compatibile, è giusto, è accettabile dalla realtà degli Stati e dei Popoli di oggi l’Ordine Mondiale stabilito dopo la fine della Seconda guerra mondiale? Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, USA, le grandi super potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, possono essere al di sopra della Comunità Internazionale degli Stati, dettando ed imponendo regole e vincoli su questioni fondamentali per il futuro della Umanità? Ciò vale per le armi nucleari, dove tali cinque superpotenze sono legittimate ad avere e sviluppare, senza neanche alcun controllo internazionale, l’arsenale atomico con un TNP (Trattato di Non Proliferazione) che riguarda tutto il resto del Mondo, ma non può imporre il loro disarmo. E’ estremamente necessario e giusto chiedere e cercare di imporre lo stop al nucleare all’IRAN, alla Corea del Nord, e a tutti i Paesi che in maniera più o meno segreta fabbricano armamenti nucleari, ma come è ciò possibile quando altri Stati lo fanno ed hanno il diritto internazionale di farlo?

Nell’Organo Esecutivo dell’ONU, il Consiglio di Sicurezza, Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia ed USA, sono membri permanenti ed hanno il diritto di veto: ovvero 188 Paesi del Mondo non possono decidere nulla che non sia accettato, ovvero che sia in contrasto con gli interessi e la volontà, anche di uno solo di questi cinque paesi! Questo fu deciso appunto, nella Prima Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite a San Francisco, il 26 giugno del 1945, 66 anni fa!

Difficilmente è rintracciabile nella Storia un trattato post bellico (non diciamo di pace) che abbia avuto questa durata.

Per ben 279 volte è stato utilizzato da parte dei cinque membri permanenti il diritto di veto e se si va all’analisi specifica emerge come esso sia stato usato senza scrupolo alcuno, con spregiudicatezza estrema e sfida oltre ogni limite, da tutti e cinque i Paesi aventi diritto di veto: la Cina nel Tibet come nel calpestio di diritti umani nel proprio paese, la Francia nel Ciad e in tanti altri stati africani, la Gran Bretagna nelle Malvine, la Russia in Cecenia, gli USA addirittura per stragi come quelle di Sabra e Shatila; solo per citare alcuni emblematici casi di crimini contro l’Umanità.

E’ evidente che non può essere questa, formalmente e strutturalmente ingiusta, Organizzazione della Nazioni Unite a garantire Pace, Giustizia, Libertà, disarmo nucleare, salvezza del clima, tutela della biodiversità; quella attuale è purtroppo una ONU incapace di promuovere solidarietà, reali aiuti umanitari, rispetto e pari dignità di culture, religioni, etnie, di prevenire catastrofi ambientali; è una ONU spesso portatrice di guerra, di morti, di violenze, di distruzioni: forte e potente con i deboli, debole ed impotente con i potenti.

Naturalmente la Comunione dei Popoli e degli Stati del Mondo e la organizzazione di tale Comunione sono questione fondamentale; il cambiamento dell’ONU e la natura di tale cambiamento sono decisive per il futuro della Umanità e dello stesso Pianeta.

Nel Vocabolario della Natura, eterno e veritiero, cui vogliamo sempre riferirci, nessuna cosa od evento, anche i più infinitesimi, sono inutili ed insignificanti e ciascuno di essi incide sul tutto. Ciò vale anche per la sensibilità, l’impegno, l’ azione che ciascuno di noi, nella sua piccola identità o come insieme di tante volontà, svilupperà su eventi di portata mondiale come il riconoscimento del libero, Sovrano Stato della Palestina e del conseguente processo di pace e sul cambiamento profondo dell’ONU.

 


 

Napoli, 3 ottobre 2011

 

 

 

VAS O.N.L.U.S.
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