e la felice scelta del nome della nostra Associazione, “Verdi, Ambiente e Società”, a vent’anni dalla sua creazione.
di Antonio D’Acunto, Presidente Onorario VAS Campania
La creazione delle miniere artificiali di plutonio, le Miniere dell’innaturale, costituite dai reattori nucleari dell’ estremo elemento della Natura della Terra, l’uranio, costituisce necessariamente uno spartiacque fondamentale nella Storia dell’Uomo, su ogni piano, a partire da quello del Pensiero, della Filosofia; in tutto il percorso della sua presenza, a partire dai progenitori lontanissimi, gli Ominidi, l’Uomo ha creato infinite applicazioni, di ogni specie e per ogni funzione, semplici ed estremamente complesse, dalla pietra scheggiata ai computer dalle infinite funzioni, trasformando la materia chimicamente e fisicamente; ma tutta questa trasformazione è sempre avvenuta nell’ambito degli elementi naturali, di quei 92 elementi della tavola di Mendeleev, dall’Idrogeno, numero 1, appunto all’Uranio, numero 92. Tutto ciò che è oltre all’Uranio – corriamo ormai verso il 16° elemento transuranico, l’Ununoctio, numero atomico 118, peso atomico 314 ( per fare un confronto, il ferro 55,8, l’ uranio 226) - per le conseguenze, che può avere proprio sulla Natura del nostro Pianeta, la sua totale distruzione per innumerevoli volte (dieci, cento, forse più di mille volte) è Contro Natura, nemico della Natura. Tutto ciò che è oltre all’Uranio è nemico dei prati di margherite, dei fiori di camomilla, delle infinite specie di orchidee, dalle variopinte forme e colori, delle lucciole che stanno illuminando i campi e le vie di campagna nelle notti di luna nuova, dei cuccioli gioiosi di ogni specie animale, del cielo, della terra e delle acque, dei canti d’amore di Saffo e Catullo, dei colori di Giotto e Leonardo; è nemico della specie umana e della biodiversità. Andando oltre la Natura l’Uomo trascina difatti nella sua corsa verso la catastrofe tutto ciò che fa della Terra il Pianeta della Vita e tutta la Sua Storia. Tutto ciò è incontestabilmente vero: chi potrebbe mai negare i dati, tutti scientifici, della potenziale catastrofe? L’unica speranza, che diventa improvvida certezza, è che tutto resti solo come rischio, come possibilità che, come per un fato positivo insito nella esistenza stessa dell’Uomo, mai si verificherà. E questa inconscia certezza è il fondo della idea di progresso, della positività che accompagna unidirezionalmente il cammino umano: il dogma per cui il dopo è migliore del passato. Questa inconscia certezza, questo dogma oscura la riflessione, impedisce di ragionare, è in fondo radicata profondamente dentro ognuno di noi, almeno del Mondo occidentale. Eppure tutto l’insieme dell’oggi ci deve invece porre la questione della riflessione globale sul Progresso. Da vecchio, qual sono, potrei iniziare: erano migliori, davano più felicità ed Umanità le lettere d’amore, la passione a scriverle belle ed appassionate, la ricerca delle parole, la cura nella spedizione, la stessa scelta del foglio della scrittura, l’attesa del loro arrivo, la tristezza della loro mancanza, la gioiosa fantasia ed immaginazione della loro lettura o gli e-mail, i rapidi messaggi di “comunicazione d’amore” in tempo reale? Il “facebook” del confronto, la sua riduzione –sintesi a “mi piace”, ad uno, dieci, cento od anche di più aderenti al gruppo od il confronto tenace, appassionato, diretto tra Persone, donne ed uomini, che si organizzano per incontrarsi, guardarsi per capire al di là delle parole la sincerità del dire e dell’ascoltare? L’e-mail non sta forse sostituendo anche la stessa comunicazione telefonica dove ascolti la voce, i suoi toni, le emozioni dei suoi cambiamenti? Naturalmente dicendo ciò ho piena consapevolezza del mio errore di fondo nel porre la questione in un confronto tra la migliore delle due comunicazioni, giacché io stesso non potrei “comunicare” senza il “nuovo” ed appaiono evidenti quanti infiniti spazi nuovi di comunicazioni e di rapporti vanno a crearsi, ma allo stesso tempo avverto come alto sia il rischio che il virtuale sostituisca il reale, il tecnologico cancelli l’umano nel qual caso non si potrebbe certo dire che la Umanità ha progredito nella sua Comunicazione, nel relazionarsi degli uni agli altri. Penso perciò quanto importante sia invece la capacità dell’Uomo - da porre come Fondamento stesso della sua Educazione e della Gestione del Tecnologico Comunicativo - della conservazione – memoria – pratica della sua relazionalità naturale, non riducendola perciò a linguaggi, percorsi, metodologie che possono condurre ad una sua alienazione, ad una perdita irreversibile della ricchezza del suo essere. Aprire una riflessione su questo aspetto, non a livello di tecnici e di “Studi Universitari” o “Sociologi”, naturalmente pure di grande importanza, ma a livello delle persone “comuni” come noi, sicuramente è questione di grande rilevanza per il nostro Essere Sociale. La Comunicazione è difatti parte fondamentale del Modello di Società, e richiama la riflessione più generale sul “Progresso” della Società e della Singola Persona nella Società. La prima fondamentale riflessione che dobbiamo porci è “rispetto a quali parametri, a quali categorie” dobbiamo riferirci e misurare l’oggi rispetto al passato ed al possibile futuro, che l’oggi può generare, e contestualmente se misurare il Tutto come se la Umanità – ciò che assolutamente non è - fosse omogeneamente composita , in ogni sua Unità od aggregazione territoriale, politica, per condizione economica, sociale, culturale, di impatto sul Pianeta e sulla Biodiversità. Se facciamo riferimento, - perché non dovremmo per i contenuti di fondo della Identità della Società!- alla mitica Età dell’Oro delle Metamorfosi*, non possiamo non avvertire un infinito regresso della Umanità e non certo sul piano del soddisfacimento dei soli bisogni materiali: “….Senza bisogno di leggi, si onoravano la lealtà e la rettitudine,…non c’erano pene ad incuotere paure,… non c’erano…né elmi, né spade e senza bisogno di soldati i popoli vivevano tranquilli in molti ozi…e la terra non obbligata..non squarciata..produceva ogni cosa e gli uomini si accontentavano dei cibi creatisi spontaneamente”. Seguì, poi l’età dell’argento, più scadente di quella dell’oro, ma di pregio maggiore del fulvo bronzo, d’indole più crudele e più pronta ad usare le orribili armi; scellerata, però non ancora. L’ultima – la nostra- fu quella del ferro duro : di tempra peggiore, fuggirono sincerità e lealtà ed al loro posto subentrarono le frodi e gli inganni e le insidie e la violenza e il gusto sciagurato di possedere, …sul suolo prima comune a tutti come la luce del sole e l’aria, con cura l’agrimensore tracciò lunghi confini…Ed ecco compare la guerra che combatte con l’uno e con l’altro e squassa con mano insanguinata armi crepitanti. Infinita è oggi l’attualità di questo “Paradiso Perduto”, della tragedia della sua perdita, del desiderio di ritrovarlo e la consapevolezza della estrema gravità del nuovo modello produttivo, economico, sociale, dei rapporti tra i popoli, della violenza alla Madre Terra, della “privatizzazione di beni comuni”, come il suolo, l’acqua, delle nefaste conseguenze della guerra, del suo rifiuto ideologico. In quale direzione oggi va il nostro Mondo? Verso i Valori della Età dell’Oro - Umanità, Socialità, Comunione dei Beni Naturali, Pace e Non Violenza, Amore della Madre Terra, delle Sue Creature e e del suo Essere - o nel distacco sempre più profondo da tali Valori? A livello mondiale come locale è difficile individuare scelte - complessivamente globali, non individuali - che non vadano nella direzione di tale distacco. Dominano la idea e la pratica che il Pianeta è dell’Uomo, ed invero dell’Uomo che vive l’oggi e non delle future generazioni, e, nella stessa Filosofia di Forza e di Potere tra le specie, di quello Uomo che è più forte e potente, che può sfruttare fino in fondo ogni sua risorsa. Tra le infinte testimonianze possibili, penso in questo momento, tristemente, per le attese che molta parte della Umanità aveva in Lui poste, ad alcune fondamentali scelte di Obama: come ci ricorda Ian McDonald, oceanografo della Florida State University, è ancora in atto la immane catastrofe del pozzo Macodo della piattaforma Deepwater Horizon, di proprietà della British Petroleum: "Una quantità terribile di petrolio è ancora dispersa nell'ambiente”, afferma con sicurezza giacché egli lavora proprio nel Golfo del Messico. Obama per conservare lo “stile di vita” dell’americano medio, con la totalmente insostenibile sua impronta ecologica, il conseguente necessario modello di sviluppo, divoratore di energia e risorse, sfruttatore della ricchezza di altri, annuncia ovvero rilancia la politica delle concessioni - bloccate al 2017 dopo la catastrofe del pozzo Macondo- per perforazioni negli abissi marini proprio del Golfo del Messico e nella ancora, sia pure parzialmente, tutelata ed incontaminata Alaska. Se non vi fossero venti secoli di lontananza temporale sembrerebbe che Ovidio nello scrivere il passo delle Metamorfosi dell’età del ferro duro, avesse davanti a sé impronte ecologiche insostenibili e proprio questa (o altre similari) catastrofi: “e non soltanto si pretendeva che la Terra con la sua ricchezza desse messi ed alimenti, (oltre la sua naturalità, ) ma si discese nelle sue viscere e ci si mise a scavare i tesori, stimolo del male che essa aveva nascosto vicino alle ombre dello Stige”. Lo Stige, uno dei cinque fiumi presenti negli Inferi secondo la mitologia greca e romana, è proprio il Fiume del Lamento, ovvero delle false lacrime, delle farisee dichiarazioni ed espressioni di commiserazioni che vengono fatte dopo le tragedie. Conseguente a questa idea e pratica che il Pianeta è dell’Uomo è la continua diminuzione della biodiversità, ovvero la costante perdita della Natura Prima dell’Uomo: più si perde Biodiversità più ci distacchiamo dai nostri Progenitori, che andando nel cammino a ritroso del tempo, erano invece sempre più dentro o ancor più parte del mondo della biodiversità: senza la biodiversità che cosa diventa il Pianeta? Una brutta sfera innaturale senza la infinita ricchezza, che dall’origine della Vita l’ha caratterizzata, di luci, colori, suoni, voci degli ecosistemi, degli habitat, degli esseri viventi animali e vegetali: l’Uomo solo in un Pianeta alieno alla sua originale Natura. E’ questo, progresso? Ecco la necessità di rapportare le scelte che si fanno al Pensiero, alla Cultura della Biodiversità, avendo la consapevolezza che siamo in un sistema completamente definito costituito dalla sfera del pianeta, per cui la parte di esso che l’Uomo prende per sé è necessariamente sottratto al resto della vita; e nel corso dei milioni di anni che hanno portato l’Ominide all’Uomo di oggi è ciò che è avvenuto. Siamo giunti al limite di questo percorso? Guardando sia i dati assoluti - ormai andiamo sempre più verso ciò che era impensabile aggredire, dalle immense foreste dell’Amazzonia e tropicali alle calotte polari - che l’accelerazione esponenziale del processo di denaturalizzazione degli ultimi decenni, la risposta è assolutamente SI! non siamo al limite, ma l’abbiamo abbondantemente superato! Appare conseguentemente chiaro che almeno il mantenimento dell’attuale equilibrio, che significa oggi il vero Progresso per la Umanità e cioé la salvezza del Pianeta, ha due fondamentali direttrici universali; l’uso ottimale dell’area e della materia denaturizzate del Pianeta, in un alternativo modello economico, produttivo, energetico, che cominciamo a delineare e chiamare la “Civiltà del Sole”, per la scelta dell’Energia Solare, nell’accezione omnicomprensiva delle energie rinnovabili, e la redistribuzione equa e solidale delle risorse sia al’interno dei singoli Paesi, che tra i diversi Paesi: il Progresso è oggi necessariamente questa profonda Rivoluzione del Modello politico, culturale, economico, produttivo, sociale nel Mondo: il Progresso è il percorso verso questo nuovo Ordine Mondiale. Appaiono chiare quanto fondamentali siano tutte le politiche, le economie, le ricerche che vadano nella direzione della “chiusura del cerchio” - produzione, consumo, riciclo, produzione -, con integrazione energetica per la realizzazione del ciclo da fonte solare e sempre più a zero integrazione di nuova materia “dalla natura”, e quanto assurdo e contro la Umanità ed il Pianeta è l’utilizzazione di risorse che distrugge le risorse stesse a partire da una violenta agricoltura contro natura e dalla produzione, delle armi, delle bombe e dall’azione della loro utilizzazione: la guerra, una delle più gravi malattie della specie umana. Appare ancora chiaro, proprio da come ho introdotto questo contributo, sul sistema transuranico-transnaturale, e non è certo la sola questione, come sia estremamente necessaria la riflessione e la discussione globale sullo sviluppo delle scienze, sul positivismo scientifico: non si vuole certo fare oscurantismo, per i tanti valori positivi che la conoscenza scientifica ha avuto ed ha, ma occorre acquisire sempre più la consapevolezza che essa non sempre contribuisce alla Felicità dell’Umanità e può divenire, oggi invero già abbondantemente lo è, portatore di immani minacce per Essa e più complessivamente per l’intero Pianeta, Né vi è stata, né vi è, né vi sarà, a parte interessi egoistici di ogni natura, proprio per la idea della positività comunque della scoperta scientifica, la capacità di fermarsi anche davanti alla scientifica consapevolezza della immane capacità distruttiva che la scoperta avrebbe potuto avere e poi ha avuto, come ci insegna il “collettivo” di scienziati, da Einstein a Fermi, che direttamente o indirettamente lavorarono al progetto Manhattan e poi alle esplosioni di Los Alamos ed infine alla bombe nucleari di Hiroshima e Nagasaki.
Ma appare infine chiaro, naturalmente nella dimensione della sua portata, quanto giusta fu, venti anni fa, la scelta del nostro Presidente, Guido Pollice e degli altri Soci Fondatori, di dare vita all’Associazione “Verdi, Ambiente e Società”; per la prima volta nel mondo ecologista, dell’associazionismo, ma anche politico- culturale, veniva introdotta la necessità di coniugare in maniera indissolubile, la identità “Verde” di difesa della biodiversità naturalistica, storico, culturale con la globalità in cui essa sta e la si sviluppa (il territorio con i suoi valori e problemi, la economia, la produzione, il lavoro), appunto l’Ambiente, e con le necessità, le diseguaglianze, le ingiustizie, gli sfruttamenti, le lotte di emancipazioni, le speranze e le attese, la creazione del bello, dell’arte, della poesia, della musica, della solidarietà e dell’Amore da parte dell’Uomo, e cioè la Società. E’ questa filosofia nuova del primato della Ecologia in una indissolubile unità relazionale di interessi e conseguenti processi con la Economia, la Politica, la Cultura, il Sociale, il Locale ed il Globale, che ha consentito e caratterizzato Venti Anni di infinite battaglie, proposte, iniziative – dall’eco pacifismo alla educazione ambientale, dalle grandi campagne nazionali del diritto del mare ed al mare alla prevenzione incendi, da bastamianto alla tutela della biodiversità, del paesaggio, del territorio, da mangiasano all’eccezionale attuale impegno sui referendum per l’acqua pubblica e contro il nucleare, per finire, in una grande unità e sinergia con molte altre importanti realtà associative e di impegni individuali, alla Civiltà del Sole, che comprende ideologicamente tutto ciò.
Una piccola, grande Storia: un piccolo, grande Valore di Progresso: un piccolo, grande Messaggio per il futuro!
Antonio D’Acunto
|