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Spiagge ai privati: un violento, autoritario, anticostituzionale colpo di mano del governo Berlusconi, purtroppo controfirmato dal Presidente della Repubblica E-mail
dichiarazioni di Antonio D’Acunto, Presidente Onorario VAS Campania

Mentre sono in atto nel Paese tante battaglie ecologiche e di civiltà, di democrazia, di partecipazione, per il ritorno del  mare e delle spiagge a beni gratuiti, collettivi, di tutela della biodiversità, così come la Natura ce  li ha donati, con un Decreto legge del Governo Berlusconi viene introdotto il diritto di superficie, ovvero la loro privatizzazione per una durata di venti anni! 
Non possiamo assolutamente condividere la decisione del Presidente della Repubblica di firmare il decreto dopo una mediazione politica istituzionale sulla durata del diritto di superficie: l’articolo 77 della Costituzione parla chiarissimo: il decreto legge può sostituire la legge ordinaria solo in casi Straordinari di necessità ed urgenza; dove sono questi motivi straordinari ed urgenti per regalare il demanio pubblico delle spiagge e del mare ad operatori privati, e ordinariamente alla speculazione, alla cementificazione, al saccheggio, sottraendolo alla tutela ambientale e alla corretta fruizione collettiva?
E’ evidente che è inutile farlo con Berlusconi, ai suoi seguaci politici e di comuni interessi; ma al Presidente Napolitano vorrei chiederlo: chi difende  i ricchissimi biotopi delle dune, i gigli della sabbia marina, le nidificazioni delle tartarughe marine? Perché un cittadino del meraviglioso litorale flegreo o  napoletano o di  altra Paese  sul mare, ostacolato da palizzate e reti, da energumeni  e violenti controllori, da cani addestrati alla cattiveria,  non ha il diritto di passeggiare lungo la spiaggia ed il mare e di viverne il respiro e l’ambiente?  Perché per fare il “bagno” o di godere il Sole deve pagare pesantissime tangenti, quando può o ..altrimenti deve rinunciare?
Lei, Presidente,  spesso dice di essere Presidente di tutti gli italiani: ritiene di esserlo anche per questi cittadini  e per tutti quelli che difendono l’ambiente? Dispiace profondamente, ma sinceramente quando si firmano atti come il decreto sul diritto di superficie, appare proprio di no!
In realtà il decreto legge esprime  anche la violenza di uno Stato accentratore ed autoritario contro  le Comunità locali, che dovrebbero avere invece un ruolo centrale nella tutela e valorizzazione del loro territorio e sotto ogni aspetto spiagge e mare appartengono ad esso. Lo Stato e gli Enti locali rinunciano per venti anni, che poi diventano tempi illimitati, come per tutte le proprietà private, a ipotesi e scelte concrete di restauro della naturalità e della biodiversità delle spiagge e dell’ambiente connesso,  ed alla stessa programmazione del Paesaggio costiero,  alterato dai manufatti di “servizio” dei concessionari sempre “più fissi ed amovibili”  saldamente e correttamente cementificati, dovendo resistere per venti anni alla forza del Mare che si ribella a tale violenza.
Occorre ora una grande battaglia perché il decreto legge non venga approvato e decada; una battaglia nel Parlamento di ostruzionismo profondo; vedremo se le attuali forze democratiche e  progressiste oggi  presenti in Esso - purtroppo solo parte di una molto più ampia realtà politica alternativa del Paese – lo faranno e, per i condizionamenti e gli interessi a loro legati,  a che livello lo faranno; ma occorre soprattutto  una grande battaglia culturale, ecologista, di civiltà,  unitaria nel Paese, in simbiosi e  sinergia con quella dei referendum sull’acqua pubblica e sul nucleare.  Se  non si riesce dobbiamo riproporla anche con referendum popolari!
Non posso concludere queste considerazioni senza una nota critica verso il “Popolo Viola”: benissimo a scendere in Piazza quando  Berlusconi difende i suoi interessi andando anche contro la Costituzione; ma dove sta questo Popolo quando Berlusconi ed il Presidente Napolitano hanno posizioni identiche ed in evidente contrasto con la Costituzione come nel caso della Guerra in Libia ed oggi nell’uso totalmente improprio del decreto legge?

Antonio D’Acunto


Napoli, 14 maggio 2011
 

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