Banner_referendum

sostiene le nostre campagne

prevenzione incendi

diritti al mare e del mare

234x60_cultura

sostiene le nostre campagne

ecograffi

antropos_logo

 

head_web

logo

 

 

 

banner_NO_carbone


Il nuovo rapporto uomo-animale e l’ingombro culturale degli Zoo E-mail

di Michele Di Gerio

Tra le diverse questioni sollevate dal fallimento della società Park and Leisure che ha gestito lo Zoo di Napoli, vi sono quella legata al futuro degli animali presenti nella struttura e quella riguardante l’esistenza stessa degli Zoo, per cui mi chiedo se gli Zoo debbano continuare ad esistere, oppure sarebbe meglio rimuoverli per sempre da tutto il territorio nazionale.

Per questo interrogativo, per il quale è necessario ricordare il continuo aumento di associazioni e di cittadini nettamente contrari all’esistenza degli Zoo, ho ritenuto opportuno esaminare in modo specifico alcuni temi: l’antico, ma sempre in positiva evoluzione, rapporto uomo-animale, la negatività degli Zoo nelle progredite comunità moderne, il ruolo occupato dagli animali in alcuni settori di primissimo piamo della società, e infine, valutare se l’esistenza degli Zoo, sia necessaria e utile in ambienti sociali ormai progrediti.

Le problematiche uomo-animale sono antichissime e già ricorrenti nella cultura greca e romana. Secondo Teofrasto, sacrificando esseri viventi, si commetteva un'ingiustizia, poiché si “rapinava” la loro vita. Varrone e Seneca si schierarono contro i sacrifici animali per la pax deorum. Cicerone, nel De re publica, ricorda che Pitagora ed Empedocle ritenevano unica la condizione giuridica di tutti gli esseri viventi e reputavano delittuosa l’azione di chi arrecasse danno agli animali non umani. Di particolare interesse è l'opinione di Plutarco che nei Moralia sostiene con vigore il diritto degli animali a non patire la sopraffazione degli uomini.

Animalista, quindi, non è un termine moderno, ma è legato a problematiche antiche del rapporto uomo-animale, alcune di esse sono state superate, altre, invece, sono ancora “sul tavolo”, una di queste è attinente all’esistenza degli Zoo.

Animale è un termine che indica un genere al quale noi umani apparteniamo, e quando utilizziamo questo termine, ci distacchiamo dall'animale e creiamo un rapporto. Molto spesso accade che ci poniamo al di sopra degli animali sino al punto da sfruttarli per fini non consentiti dalle leggi e dalla morale, prevaricando i loro diritti di esseri viventi.

Qualsiasi Zoo rappresenta lo sfruttamento di molte specie animali, la prevaricazione dei loro diritti, il patimento della segregazione e dell’esposizione forzata all’interno di luoghi angusti e opprimenti. L’esistenza degli Zoo è connessa ai rilevanti interessi economici legati ai terreni che occupano, ai prodotti alimentari, alle aziende impegnate per la manutenzione, ecc.

E’ sconvolgente e inadeguato l’utilizzo degli Zoo da parte delle istituzioni e delle famiglie come modello formativo. Le istituzioni continuano a mantenere strumentalmente gli Zoo per interessi economici e clientelari. Per le famiglie, invece, la valutazione è diversa poiché molti adulti, in buona fede, credono utile e interessante per i loro bambini la conoscenza degli animali rinchiusi nelle gabbie o nei recinti; pertanto, sono solerti ad accompagnare i loro figli allo Zoo, dove, molto spesso, gli animali più inquieti o maggiormente infuriati sono fonte di interesse e curiosità.

Il triste quadro che gli Zoo rappresentano, animali rinchiusi in gabbie, in fosse cementate o recinti al di fuori dei loro ambienti naturali, distorce le reali espressioni della natura, costituendo di fatto un falso elemento didattico. In condizioni di normalità la specie umana non è rappresentata in carceri di massima sicurezza, con celle e alti muri di protezione, ma gli scenari della sua quotidianità sono l’ambiente urbano o quello naturale. L’obbligo all’isolamento coatto in luoghi opprimenti e inospitali, quali le carceri, rappresenta per la specie umana la sanzione per le atrocità commesse ai danni dei propri simili.

La dottoressa Giuliana Labella, medico veterinario, dichiara che sia errato conoscere un animale dietro le sbarre, vederlo alienato girare “in tondo” per ammirarne soltanto le fattezze. Inoltre, la dottoressa Labella aggiunge che per acquisire una seria e reale conoscenza faunistica è importante che l’animale viva nel proprio ambiente naturale e i documentari sono sufficienti per soddisfare tali esigenze culturali. Mi sento di condividere pienamente questo concetto poiché la moderna tecnologia può supplire pienamente con documentari agli animali segregati in gabbie o in recinti. Infatti, i libri e le immagini hanno sostituito la materialità del mondo antico agli studenti di materie classiche, senza che nessuno di loro abbia mai vissuto nell’Atene di Pericle o nella Roma degli Scipioni.

Segregare gli animali in luoghi angusti, costringendoli a sopportare temperature diverse da quelle fisiologiche, farli nascere al di fuori dei loro ambienti naturali rappresenta la violenza verso uno stato biologico del quale l’animale è portatore. Molto spesso gli animali rinchiusi negli Zoo smarriscono definitivamente la propria indole naturale sostituendola con uno stato di abbattimento, torpore e paura, manifestando spesso atteggiamenti diversi da quelli della loro natura, infatti, ho visto orsi impauriti e struzzi bloccati sulle loro zampe.

Perciò, ritengo molto importante evidenziare che il quadro rappresentato dagli animali degli Zoo distorce completamente le reali espressioni della natura per cui non è da considerarsi né un modello scientifico, né un esempio pedagogico.

Negli ultimi decenni, è innegabile che, nel rapporto uomo-animale, si sia registrata un'evoluzione dei valori del genere umano verso significati più elevati, e la capacità dell'uomo a legarsi ad altri esseri viventi che, se da un lato hanno bisogno del suo rispetto, dall'altro possono migliorare la sua qualità di vita. Lo dimostra l’aumento, avutosi negli ultimi anni, di animali domestici d’affezione integrati pienamente nei nuclei familiari, la crescita costante di associazioni di volontari impegnate nel triste fenomeno del randagismo, la sensibilità che sembra ormai progredire nei confronti dei maltrattamenti sugli animali, la rilevante diminuzione dei partecipanti alle stagioni venatorie e l'utilizzo degli animali in medicina umana per la pet teraphy. Inoltre, è in rilevante diminuzione il numero delle aree del mondo dove si pratica la corrida, per cui sono sempre meno coloro che si entusiasmano e vanno in delirio per la macabra uccisione dei tori nelle arene. Si rifiuta l’idea di trattare gli animali come oggetti e si tende ad avvicinarsi a essi con i quali s’instaura un nuovo rapporto; capita che un animale, interagendo con le dimensioni della specie umana, sostituisca, negli affetti e nella quotidianità, il partner, il figlio o l’amico.

Emerge che l’essere umano si distacca dalla vecchia convinzione, radicata per millenni, che gli animali possano essere soltanto sfruttati per produrre profitto. Allo stato attuale, tra l’uomo e l’animale si è stabilito un nuovo rapporto, in cui l’invadenza e il cinismo umano danno spazio a un rispetto sino ad ora ignorato e a un equilibrio che vanifica molti nostri primordiali istinti di sopraffazione. Per la dottoressa Veronica de Simone, gli animali non possono e non devono vivere rinchiusi, e facendo riferimento allo Zoo di Barcellona, aggiunge che essi, pur vivendo luoghi che ben ricreano i loro ambienti naturali, sono privi di dignità.

Anche se in Italia non è mai esistita una concreta politica ambientalista sostenuta dalle forze politiche del governo e dell’opposizione, è rilevabile che al mutamento del rapporto uomo-animale si associa, e lo rafforza, il grande interesse per le problematiche ambientali, di conseguenza destano attenzione nell’opinione pubblica le tematiche riguardanti gli equilibri naturali e le condizioni della flora e della fauna.

L’esistenza degli Zoo è anacronistica, ma soprattutto culturalmente ingombrante, condivisa soltanto da una parte della società legata a modelli obsoleti e ignorante dei mutamenti in corso. Lo Zoo rappresenta un modello in antitesi col nuovo rapporto instauratosi fra esseri umani e mondo animale, costituisce un aspetto negativo della cultura che dovrà essere repentinamente cancellato.

Ritengo che sia necessario avviare una campagna d’informazione contro l’esistenza degli Zoo, priva di sterili eccessi e imprudenti integralismi, fondata sull’ormai mutato rapporto uomo-animale. E’ importante un’informazione, di natura divulgativa e tecnica, che dia maggiore risalto al ruolo degli animali nella collettività, lontana da modelli ormai in disuso legati a falsi moralismi ed alla supremazia intellettiva degli esseri umani sugli animali.

Infine, la mia amica Jolene Evangelista, americana di New York, riferendosi agli animali che vivono in casa, spesso mi ricorda che nella grammatica inglese per precisare il loro sesso si usano he (egli) e she (ella) come per gli esseri umani, anziché il neutro it (esso), poiché ritenuti membri della famiglia ai quali è dato un importante significato alla loro vita. E’ chiaro, quindi, il ruolo sociale che gli animali occupano nell’evoluta cultura anglosassone.

 

VAS O.N.L.U.S.
Via Flaminia, 53 - 00196 – Roma

Segreteria
Telefono: +39.06.3608181 - Fax: +39.06.36081827 - Numero Verde 800 866158

P.Iva 06319301005