
La lettera sul nucleare al Segretario del PD, Bersani, fatta da un gruppo di imprenditori, universitari, parlamentari, tecnici, presumibilmente senza esserlo nella intenzione dei suoi sottoscrittori, va in totale sintonia con la esigenza di fondo che abbiamo posto sin dall’inizio della riproposizione del nucleare in Italia: la necessità di un confronto civile, democratico, che entri nel merito della questione. La battaglia vera per noi è su tale punto, perché se si vince sul piano della democrazia e della partecipazione alle scelte, non vi è dubbio alcuno che emergerà fino in fondo quanto sia dannoso ed in contrasto con gli interessi del Paese e dell’intero Pianeta, la scelta nucleare. Oltre che per i gravissimi rischi ambientali e delle possibili catastrofi, le ragioni del NO al nucleare si affermeranno per la loro obbiettività e scientificità su ogni possibile piano, da quello economico e produttivo a quello scientifico e culturale.
Berlusconi e Scajola, consci di una totale disfatta in un corretto confronto nel Paese, per imporre il nucleare e gli interessi delle lobbies ad esso legati, hanno attivato un percorso di disprezzo della volontà popolare, che ad amplissima maggioranza, fino a prova contraria (che mai si verificherà), si è espressa contraria al nucleare. Al di là di qualche lieve, sfumata, insignificante osservazione, nella lettera inviata a Bersani, vi è la manifestazione di un pensiero totalmente subalterno a tale imposizione, con la ripetizione di frasi ed affermazioni, superficiali, sciatte e non vere, dette e fatte ripetere dal sistema lobbistico nuclearista infinite volte.
Soprattutto alle Personalità del mondo scientifico che hanno sottoscritto la lettera noi chiediamo di prendere le distanze da tale metodologia, ascientifica ed allo stesso tempo antidemocratica e violenta, e di battersi perché vengano cancellate le scelte finora fatte da Berlusconi ed il suo governo al fine della costruzione di un terreno nuovo di confronto nel Paese.
Noi siamo convinti della necessità-possibilità di una radicale svolta sul modello e sul sistema energetico fondata sulla energia solare e sulle altre fonti rinnovabili da essa derivata, e per essa ci stiamo attivando per scelte concrete; contestualmente vogliamo contribuire nel diffondere conoscenza, cultura, scienza rispetto al nucleare ed all’energia e stiamo perciò realizzando un ciclo di incontri che abbiamo denominato “Università Verde”. Senza remora o preoccupazione alcuna, a tale iniziativa invitiamo (ovviamente a titolo gratuito e senza spese) tutti i firmatari della lettera a Bersani per esporre le loro idee e confrontarsi con noi.
Napoli, 14 maggio 2010