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La legge sul nucleare approvata al Senato è l’espressione del disprezzo totale da parte del cosiddetto Popolo della libertà e della UDC della volontà popolare che ha bandito a larghissima maggioranza con referendum il nucleare dall’Italia: la legge è anticostituzionale ed è in contrasto con il TNP (Trattato di Non Proliferazione) e rappresenta un incalcolabile riferimento internazionale per la politica dell’IRAN e degli altri Paesi che sono o intendono essere potenze nucleari militari.
Unitamente all’articolo sulle ragioni del NO, dove esplicitiamo quanto la scelta del nucleare civile sia totalmente contraria agli interessi del Paese e della collettività, abbiamo inviato al Presidente della Repubblica, On Giorgio Napolitano, la lettera allegata dove esplicitiamo i motivi INCONFUTABILI per i quali Egli non può firmare la legge approvata e siamo certi che il Presidente, quale garante della Costituzione e del rispetto dei Trattati Internazionali, soprattutto di tale rilevanza quale il TNP, agirà conseguentemente, rinviando la legge al Senato.
Guido Pollice, Presidente Nazionale VAS
Antonio D’Acunto, Comitato per il No al Nucleare
Roma 10 Luglio 2009
All’Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica, On: Giorgio Napolitano
Oggetto: richiesta di non firmare il ddl sviluppo approvato il 9 Luglio perché incostituzionale sul nucleare ed in contrasto con il TNP (Trattato di Non Proliferazione)
Ill.mo Sig Presidente, il 9 Luglio, il Senato ha definitivamente approvato il caotico, confuso provvedimento legislativo, noto come “ddl sviluppo”. Con esso si ripropone il nucleare, bandito dal referendum popolare del 1987 dalla stragrande maggioranza del Popolo Italiano. L’imposizione, in contrasto con tale volontà popolare, è una significativa testimonianza delle cause del distacco profondo tra la politica e la gente, che sa così di non contare nulla. La scelta del nucleare è pesantemente contraria agli interessi nazionali e collettivi, come emerge dagli inconfutabili dati ed elementi sintetizzati nell’Articolo “Le ragioni del No”, che Le inviamo, sperando in una lettura da parte Sua. Le forze che hanno approvato la legge possono dire il contrario della verità e della obiettività ed imporre la loro volontà; ma lo possono fare solo nel rispetto della Costituzione Italiana, che è la garanzia della continuità del Paese al mutare delle diverse maggioranze di governo; è cioè la garanzia della Democrazia: il mancato rispetto è la via per la Dittatura. In questo senso noi ci rivolgiamo a Lei: L’art 117 della Costituzione prevede che “sono materie di legislazione concorrente quelle relative a produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia”.ed ancora che “nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
In evidente contrasto con tale articolo nella legge approvata (riferimento all‘art 25 del testo della seconda lettura in Senato) si stabilisce che “Il Governo e` delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare” e nel successivo comma che “. La delega di cui al comma 1 e` esercitata nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: f) determinazione delle modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti, secondo quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione. L’articolo 120 recita “Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione” E cioè l’articolo 120 non ha nulla a che vedere con la delega in materia di produzione, trasporto e distribuzione di energia Noi siamo certi che Ella sarà garante del rispetto della Costituzione e che quindi rinvierà il ddl su sviluppo al Senato con le osservazioni di incostituzionalità Ill.mo sig. Presidente, estremamente grave, tra i tanti altri, che potrà Ella stesso rilevare dalla lettura della legge, è anche il punto sulla delega per “ gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare”. L’Italia decide di realizzare impianti di arricchimento dell’Uranio e cioè combustibile nucleare impiegabile funzionalmente anche per la costruzione di bombe nucleari. E’ esattamente quello che sta facendo l’Iran e che hanno già fatto la Corea del Nord ed altri Paesi sospetti di avere armamenti nucleari: l’Italia nei fatti dà a questi Paesi un punto di appoggio di incalcolabile peso politico e disattende il TNP (Trattato di Non Proliferazione), sottoscritto il 1-7-1968 ed entrato in vigore il 5-3-1970, che “proibisce agli stati firmatari che non disponessero di armamenti nucleari (stati non-nucleari), di ricevere o fabbricare tali armamenti o di procurarsi tecnologie e materiale utilizzabile per la costruzione di armamenti nucleari” . Naturalmente anche l’uranio impoverito, tristemente noto, troverebbe il suo impiego militare o nella migliore delle ipotesi nel “civile impiego negli aerei”. Ill.mo Sig. Presidente, le decisioni che Ella assumerà sono di fondamentale importanza per il rispetto della Costituzione, per la democrazia, per la pace, per la salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza dei Cittadini, per il futuro anche economico e produttivo del nostro paese. Noi siamo certi che Ella agirà nella giusta direzione. La ringraziamo e Le porgiamo i più ossequiosi saluti.
Guido Pollice, Presidente Nazionale VAS Antonio D’Acunto, Comitato per il No al Nucleare
Roma 10 luglio 2009
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