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Nucleare: alla Camera dei Deputati, calpestata di nuovo la Costituzione dalla maggioranza di governo |
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Ma …il rinvio di nuovo al senato per la “solita approvazione definitiva” è la manifestazione della consapevolezza della incostituzionalità del ddl.
Ieri, primo luglio, è stato approvato alla Camera il cosiddetto ddl sullo sviluppo al cui interno vi è la riproposizione del nucleare in Italia, bandito con referendum popolare da una maggioranza schiacciante del popolo italiano, oltre l’80%. Il ddl è di una gravità inaudita sul piano dei contenuti, riproducendo la stessa situazione dell’Iran e della Corea del Nord in particolare per la produzione di combustibile nucleare in contrasto con il TNP (Trattato di Non Proliferazione) (se l’Italia è autorizzata perché non dovrebbero esserlo questi Paesi???) ed è totalmente in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione, che assegna alle regioni il compito primario delle scelte di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica. Il ddl è già passato dalla Camera al Senato e poi dal Senato alla Camera e ieri di nuovo dalla Camera al Senato: testimonianza palese di una immane difficoltà a tentare il violento colpo di mano. L’approveranno al Senato? Noi pensiamo ed auspichiamo di NO! Ma se ciò dovesse avvenire siamo più che certi che il Presidente della Repubblica, cui già ci siamo rivolti, rimetterebbe al mittente e cioè al Senato il ddl perché INCOSTITUZIONALE! Una domanda vorremmo fare alla Lega Nord: come fa ad approvare un simile atto, totalmente in contrasto con il Federalismo? Guido Pollice – Presidente Nazionale VAS Antonio D’Acunto – Comitato per il No al Nucleare
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