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Comunicati
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Nasce l’“Etichetta etica”. Più informazioni per i consumatori |
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Proposta da Cia e VAS Onlus per la 6ª edizione di “Mangiasano”, conterrà -oltre alle informazioni obbligatorie per legge- la firma del produttore e le generalità dell’azienda, le tecniche colturali impiegate, quelle di trasformazione e il relativo impatto ambientale. A partire dall’uso di acqua ed energia.
Nove italiani su dieci vogliono un’etichetta chiara e trasparente. Un’etichetta che non deve “sedurre” o confondere, ma piuttosto dare più informazioni possibili sui prodotti alimentari, senza trucchi né inganni. Non si tratta solo di sapere il luogo d’origine e provenienza del cibo che va sulla tavola: oggi il consumatore attento vuole conoscere la “storia” di quello che mangia. Per questo Cia-Confederazione italiana agricoltori e VAS Onlus lanciano la proposta di un’“Etichetta etica”, una sorta di “curriculum vitae” che andrebbe ad affiancare la classica etichetta prevista dalla legge sui generi alimentari.
L’“Etichetta etica” - illustrata da Cia e VAS in conferenza stampa per la presentazione della 6ª Giornata nazionale “Mangiasano”, che si svolgerà domani 21 maggio con oltre 50 appuntamenti in tutt’Italia - è un modello che mira a ristabilire il principio della “sovranità alimentare”, restituendo al compratore un’effettiva libertà di scelta, negata da un mercato globalizzato che sposta le materie prime agricole a seconda della convenienza economica, senza alcuna considerazione per la loro qualità e per l’impatto ambientale e sociale conseguente alla loro produzione.
L’idea dell’“Etichetta etica”, come quella del suo contenuto, è partita dai risultati di un’indagine di Cia e VAS sul rapporto tra italiani e sicurezza alimentare. Secondo lo studio, ben il 91 per cento dei consumatori chiede per il cibo un’etichetta semplice e di facile comprensione, ma con più informazioni rispetto ad oggi. In particolare, l’83 per cento degli intervistati preferisce il prodotto nazionale, soprattutto se tipico e tradizionale, ma dall’etichetta vorrebbe la garanzia dell’italianità di tutti gli ingredienti.
E ancora: otto consumatori su dieci sono contrari agli Ogm in tavola. Il 55 per cento del campione ritiene gli organismi geneticamente modificati dannosi per la salute, mentre il 76 per cento crede semplicemente che siano meno salutari di quelli “normali”. All’opposto, il 62 per cento degli italiani si fida del biologico: secondo questa “fetta” di utenti il bio risponde ai più elevati standard di sicurezza e salubrità alimentare. In più, per il 58 per cento dei “bio-appassionati”, questi prodotti sono di qualità superiore rispetto ai convenzionali. Infine, il 40 per cento degli italiani vorrebbe in etichetta più dati sull’impatto degli alimenti sull’ambiente e il territorio circostante, mentre il 70 per cento degli intervistati chiede meno passaggi di filiera per frenare la corsa dei prezzi dal campo al supermercato.
Sulla base di quest’indagine, Cia e VAS hanno creato l’etichetta ideale. Le imprese che - su base volontaria - sceglieranno di dotarsi dell’“Etichetta etica” avranno quindi riportato sulla confezione: le generalità del produttore (non solo il Paese d’origine ma “l’azienda d’origine”); le generalità del trasformatore (quando diverso dal produttore); il metodo di coltivazione impiegato (industriale, biologico, biodinamico, naturale); le dimensioni aziendali (superficie e addetti) e le informazioni relative all’impatto ambientale (uso di acqua, di carburanti, di energie); il prezzo al produttore; l’origine dei semi per i prodotti dell’orto e quella dei mangimi per gli animali.
In questo modo - sottolineano Cia e VAS - si possono portare alla luce modelli produttivi davvero virtuosi, che fanno bene all’agricoltura, alla salute e all’ambiente. Ma soprattutto fanno bene al consumatore, che potrà avvalersi di un vero e proprio “dossier” alimentare. Un valore aggiunto notevole rispetto ad oggi, a partire dalla presenza della firma del produttore e dell’indirizzo dell’azienda, che rappresentano una vera e propria autocertificazione, il massimo della garanzia di trasparenza che il cittadino può chiedere a un’etichetta.
Cia e VAS hanno una risposta anche per chi sostiene che informazioni aggiuntive in etichetta potrebbero portare a un appesantimento dei costi del packaging, con un ulteriore aggravio sui costi complessivi. In verità, più testo sull’etichetta non comporta alcun costo aggiuntivo. E in più verrebbe data una valenza “etica” al packaging stesso, che oggi per tantissimi alimenti vale più del suo contenuto. Un esempio su tutti: il succo di frutta in vetro da 12 cl costa circa 15-20 centesimi tra bottiglia, tappo ed etichettatura, mentre la materia prima per farlo pesa per poco più di 0,1 centesimi, considerato che mediamente un quintale di frutta al produttore non viene pagato più di 15 euro. In sostanza, il contenuto di un succo di frutta da 12 cl vale meno della decima parte del suo involucro.
Ma l’“Etichetta etica” non dimentica nessuno. Tra gli obiettivi dell’iniziativa di Cia e VAS, infatti, c’è quello di rendere fruibili le informazioni sui prodotti alimentari anche ai non vedenti, utilizzando il “metodo braille” in etichetta.
20 maggio 2011
Per ulteriori informazioni sulla VI Giornata Nazionale Mangiasano scarica il Dossier
VAS (Verdi Ambiente e Società):
via Flaminia, 53 Roma
tel. 063608181 – 3291328437
fax. 0636081827
email:
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Confederazione italiana agricoltori (Cia):
Via Mariano Fortuny, 20 Roma
Tel. 063227008 -326871
Fax. 063226674
email:
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FORUM SU ALLEVAMENTO SOSTENIBILE. L’OSTE DICE CHE IL VINO E’ BUONO… |
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Il Forum sull’allevamento sostenibile, organizzato da Assocarni e Assalzoo, è stato un appuntamento per difendere lo status quo, che ha evitato di definire le responsabilità (ambientali) del settore zootecnico.
E’ stato detto, in poche parole, che l’allevamento intensivo è, allo stato attuale, assolutamente sostenibile (che contribuisce, in Italia, per una percentuale ridicola rispetto all’emissione di CO2, che l’indice di conversione del mangime in prodotti animali è migliorato notevolmente, che l’utilizzo di Ogm non è un problema).
Ovviamente le due organizzazioni fanno il loro lavoro, ma ignorare completamente le problematiche connesse alla zootecnia, liquidando le critiche come “attacchi allarmistici e strumentali”, non è un bene per il settore.
Forse, si può concedere che il Rapporto “Livestock and Climate Change” che attribuisce agli allevamenti intensivi il 51% delle responsabilità rispetto all’emissione dei gas climalteranti, sia “esagerato” (e che soprattutto sia giunto a conclusioni poco condivisibili con la proposta di soluzioni ingegneristiche peggiori del male).
Ma non si può ignorare il rapporto FAO “Livestock’s long shadow” del 2006, né la Direttiva Nitrati, a lungo disattesa proprio nelle aree italiane dove sono presenti gli allevamenti intensivi, né il fatto che c’è una presenza consistente di Ogm, non graditi ai consumatori finali, nei prodotti destinati agli animali.
VAS ha evidenziato, in occasione della V edizione della Giornata Nazionale Mangiasano (22 maggio 2010), proprio i problemi relativi alla zootecnia industriale (www.vasonlus.it) e ha prospettato possibili soluzioni per ridurre la dipendenza dai mangimi biotech (realizzando un Piano Proteine Vegetali e importando prodotti Ogm-free), sostenendo la reintroduzione delle razze autoctone, il rispetto del benessere animale, la trasparenza delle etichette relative ai prodotti animali.
Inoltre, ha messo in evidenza il fatto che molte realtà italiane già lavorano nel rispetto dei diritti degli animali e ottengono un prodotto di altissima qualità rispettando l’ambiente.
VAS ritiene che, per ottenere un modello italiano realmente sostenibile, bisognerebbe riuscire a valorizzare il lavoro di queste aziende e non assolverle tutte sbrigativamente.
Roma 25 giugno 2010
Dichiarazione di Simona Capogna, Vicepresidente VAS
Per maggiori informazioni:
Verdi Ambiente e Società (VAS)
Via Flaminia, 53 - 00196 Roma
tel. 063608181
cell. 3291328437
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MANGIASANO 2010...UN SUCCESSO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE |
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Le iniziative realizzate nell'ambito della Giornata Nazionale Mangiasano hanno registrato una buona partecipazione su tutto il territorio nazionale, riuscendo a fare informazione sul tema della zootecnia sostenibile, coinvolgendo i cittadini con attività culturali di alto livello e con il contributo di importanti istitutioni ed enti che lavorano sulla biodiversità (sul sito www.cbd.int/welcome è riportata la locandina della Giornata Mangiasano. La locandina e la rivista Verde Ambiente saranno anche esposte in una mostra realizzata in occasione del prossimo incontro della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità, che si terrà il prossimo ottobre a Nagoya).
Presto sarà scaricabile il Dossier della Giornata Mangiasano 2010, per avere una visione d'insieme di tutta la manifestazione.
Per ora elenchiamo alcune delle iniziative già realizzate:
A Milano ha avuto successo lo storico biomercatino, per l'occasione realizzato all'interno dell'Università Bicocca (22 maggio).
A Venezia, nell'Isola di S.Giacomo in Paludo, l'informazione sul cibo è stata affiancata dalla distribuzione di prodotti tipici lagunari e dell'entroterra.
A Foggia, un Convegno scientifico è stato ospitato presso l'Istituto Zooprofilattico e ha visto la partecipazione di diversi enti di ricerca che si occupano del settore zootecnico, dal punto di vista sanitario, economico e ambientale, con una particolare attenzione per il recupero della biodiversità animale.
A Messina, l'associazione Arcipesca in collaborazione con Cia Messina, come partner di VAS per Mangiasano, ha organizzata una Conferenza stampa e un seminario sull'“Importanza della biodiversità” al Salone degli Specchi della provincia di Messina (22 maggio) e presso il Mercatino del contadino ha predisposto uno stand informativo in Piazza Lo Sardo (23 maggio).
E ancora riportiamo brevemente le altre iniziative realizzate: a Manduria un mercatino con giochi di piazza (22 maggio), a Marina di Ginosa (TA) un Convegno e degustazione di prodotti locali nell’agriturismo Sierra Lo Greco (22 maggio), a Nardò (LE) un Mercatino di prodotti bio e gazebo con materiale informativo (23 maggio), a Santeramo in Collela distribuzione di materiale informativo (22 maggio), a Cosenza la distribuzione materiale informativo all’interno della fiera dell’allevatore. (28-29-30-maggio), a Locri (RC) una degustazione di gastronomia locale (22 maggio – Piazza dei Martiri), a Vico Equense (NA) la distribuzione di materiale informativo (22 maggio), a Eboli (SA) un'iniziativa di informazione nella scuola di Contursi (21 maggio), a Magenta la Biofesta vegetariana (7/8/9 maggio), a Senago (MI) un Biomercatino (15 maggio), a Brescia la distribuzione di materiale informativo all’interno dell’iniziativa “Il Pianeta verde. Festa del biologico e dell’ecosostenibile” (22-23 maggio, via della Maggia, 3), a Parma la distribuzione materiale informativo (22 maggio – Piazzale della Pace), a Modena la distribuzione materiale informativo (22 maggio), a Borgo S.Dalmazzo (CN) un biomercatino e distribuzione materiale informativo (22 maggio), ad Alto Livenza (PN) la distribuzione di materiale informativo (22 maggio), ad Avezzano (AQ) una manifestazione scolastica (maggio), a Montebello (Monastero di Montebello) la distribuzione di materiale informativo Mangiasano durante la manifestazione BioEuropa (27-28-29 maggio), a Bernalda (MT) la distribuzione di materiale informativo (23 maggio), a Metaponto la degustazione di prodotti locali (23 maggio), a Montescaglioso (MT) una conferenza stampa, degustazione di porchetta di maiale nero (22 maggio), Castelsardo (SS) la distribuzione di materiale informativo (22 maggio), a Chianti Fiorentino (FI) un Biomercatino sotto i loggiati comunali (22 maggio), a Mira (VE) la distribuzione di materiale informativo (22 maggio).
Altri appuntamenti da non mancare sono quelli di: Accadia (FG) con una passeggiata ecologica e degustazione all'interno dei casali comunali (20 giugno 9.30 fino al pomeriggio), Prignano sulla Secchia (MO): cena ad invito con specialità locali e concerto con musica classica, in concomitanza con l'undicesima festa Matildica (27 agosto); gastronomia e teatro (28 agosto); Gastronomia, spettacoli di strada e biomercatino (29 agosto), Torino: Trasmissione televisiva con scuole, ARPA, ecc. (data da definire), A Cassino (FR): proiezione di un cortometraggio, discussione sulla zootecnia sostenibile e cena con prodotti locali (giugno), S.Giorgio (FR): Distribuzione materiale informativo (giugno), Roma: presentazione del libro di Luca Colombo e Antonio Onorati “Diritti al cibo”, presso l’Upter (via Nazionale) (data da stabilire). |
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22 MAGGIO: MANGIASANO IN 50 PIAZZE ITALIANE UN APPUNTAMENTO PER LA BIODIVERSITA’ E LA ZOOTECNIA SOSTENIBILE |
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Il 22 maggio è la Giornata Nazionale della Biodiversità, proclamata dall’ONU.
VAS, al fine di contribuire alla salvaguardia delle risorse genetiche autoctone, promuove su tutto il territorio nazionale, in circa 50 piazze, iniziative di sensibilizzazione, di confronto, di analisi scientifica, di scelte di consumo responsabile, attraverso la V Edizione della Giornata Nazionale Mangiasano.
L’iniziativa gode del sostegno della Presidenza della Repubblica e della maggior parte delle Regioni italiane (www.vasonlus.it/mangiasano-2010). Inoltre, VAS, che segue da anni la discussione scientifica e politica sulla definizione della Convenzione della Biodiversità, per il 2010 ha inserito le attività di Mangiasano all’interno del contesto più ampio offerto dal Segretariato delle Nazioni Unite per la promozione dell’Anno Internazionale della Biodiversità (www.cbd.int/welcome).
In collaborazione con Cia, Anabio, Amab, Libera, Upter, Upter Solidarietà, Federconsumatori, Adusbef, Arcipesca Fisa, Teleambiente ed Ecoradio i Circoli VAS affronteranno il tema della zootecnia e delle pratiche necessarie per renderla sostenibile (reintroduzione di antiche razze, uso di mangimi Ogm-free, rispetto del benessere animale, trasparenza delle etichette, equo rapporto tra Nord e Sud del mondo, ecc).
Durante la conferenza stampa di presentazione di Mangiasano, VAS e CIA hanno messo l’accento sul problema mangimistico (l’85% dei mangimi europei contiene Ogm) e sulle possibili soluzioni realizzabili nel nostro Paese (Piano di Proteine Vegetali, ricerca, miglioramento della logistica per l’approvvigionamento dall’estero).
Il 22 maggio l’attenzione sarà posta sul gravissimo problema della riduzione della biodiversità nel settore zootecnico: nell’ultimo secolo sono scomparse circa 1000 razze e altre 2.000 sono in pericolo di estinzione, mentre aumentano i tentativi di privatizzazione del DNA animale da parte delle imprese biotecnologiche. La perdita di biodiversità animale può avere effetti disastrosi perché il pool genetico è molto ristretto e perché rimangono pochi esemplari selvatici da utilizzare per i programmi di conservazione, necessari per rispondere ai cambiamenti climatici, ai disastri naturali e ai problemi di sovranità alimentare di molti popoli del Sud del Mondo.
Roma, 21 maggio 2010
Dichiarazione di Simona Capogna (Vicepresidente VAS), Giuseppe Politi (Presidente CIA), Fabio Venanzi (Segretario Generale ARCI PESCA FISA), Rosario Trefiletti (Presidente Federconsumatori), Ennio Lannutti (Presidente Adusbef), Gino Girolomoni (Presidente Amab)
Per maggiori informazioni (3291328437) |
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RICERCHE INDIPENDENTI SUGLI OGM: POCHE E SCREDITATE DALLE LOBBY BIOTECH.... |
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Qualche giorno fa è stata data la notizia che scienziati russi, con la supervisione del dr. Alexej Surov (Istituto dell’Ecologia e dell’Evoluzione dell’Accademia Russa delle Scienze), conducendo degli esperimenti sugli Ogm, hanno riscontrato una riduzione della fertilità nei criceti alimentati con soia biotech.
Gli scienziati hanno dichiarato di non avere ancora tutti gli elementi necessari per poter stabilire il grado di pericolosità degli Ogm, ma hanno consigliato di stabilire una moratoria sulla coltivazione e sul consumo dei prodotti transgenici, per evitare problemi sanitari nella popolazione.
Sulla pericolosità degli Ogm, si era già espresso nel 2007, in Francia, il professor Séralini, (Università di Caen e co-direttore del centro multidisciplinare MRSH-CNRS), analizzando i dati su tre varietà di mais della Monsanto (MON 863, MON810 e NK603).
I problemi di queste ricerche è che sono ancora insufficienti numericamente, non ricevono un sufficiente sostegno economico dal pubblico (la maggior parte delle risorse dell’Europa è destinata per lo sviluppo delle biotecnologie, non per il controllo) e, infine, sono oggetto di campagne di diffamazione da parte delle lobby biotech che ne mettono in discussione i risultati.
Abbiamo già visto cosa è successo a Ignazio Chapela, ricercatore americano che ha denunciato nel 2001 la contaminazione genetica del mais messicano con varietà Ogm e che per il suo lavoro ha perso la cattedra e la reputazione (l’anno scorso la contaminazione genetica è stata confermata da altri scienziati!).
Attualmente, oggetto di una campagna di diffamazione è lo stesso professor Séralini (definito “mercante di paura” per aver creato dei dubbi sulla salubrità delle colture biotech). Le conclusioni del suo studio, pubblicate su più riviste scientifiche, sono state contestate e la professionalità dello scienziato è stata attaccata. Non essendoci nuove evidenze scientifiche che contraddicono Séralini, gli attacchi sembrano essere motivati più dal bisogno di screditare lo scienziato che per migliorare le conoscenze su un tema complesso.
VAS si augura che l’analisi delle colture biotech sia effettuato sempre più con un approccio multidisciplinare (per valutare non solo l’aspetto agronomico, ma anche quello sociale, economico, ambientale, etico) e che sia dato un maggiore spazio e sostegno alle ricerche indipendenti. E’ assurdo che chi esprime un dissenso rispetto allo sviluppo biotecnologico debba mettere a rischio il lavoro e la carriera, oltre che la propria credibilità.
Roma, 23 aprile 2010
Dichiarazione di Simona Capogna, Vicepresidente Verdi Ambiente e Società (VAS)
Per maggiori informazioni (3291328437) |
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