Fermiamo il nucleare
IL NUCLEARE NON SERVE ALL’ITALIA E NON E’ GRADITO AGLI ITALIANI E-mail

nucleare“SIA GARANTITA LA PAR CONDICIO DELL’INFORMAZIONE” . Lo affermano le associazioni del nascente Comitato Nazionale “Fermiamo il nucleare. Non serve all’Italia”, in replica alle dichiarazioni del ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito. “La scelta di ritornare all’atomo è anzitutto sbagliata sul piano energetico, considerata l’attuale produzione nazionale e le grandi potenzialità del Paese sotto il profilo dell’efficienza e del risparmio energetici e dello sviluppo delle fonti rinnovabili.” Si tratta inoltre di una strada che continua a essere altamente rischiosa anche rispetto ai cosiddetti ‘reattori di terza generazione’ e al problema ancora irrisolto del deposito sicuro delle scorie radioattive. Tutto questo gli italiani lo sanno bene, avendo già a suo tempo rappresentato un chiaro e forte dissenso alla strada nuclearista e tornando oggi a dare testimonianza della propria contrarietà, come emerge dai numerosi sondaggi sul tema. Al Governo diciamo che sul nucleare non servono campagne di propaganda e opere di ‘convincimento’, peraltro finanziate con il denaro pubblico, ma un’informazione corretta e scientificamente fondata. È per questo che ai mezzi di informazione chiediamo fin da ora di garantire, su un tema così serio e delicato, uno spazio equo e bilanciato per tutte le posizioni.

Comitato Nazionale “Fermiamo il nucleare. Non serve all’Italia”


Roma, 28 aprile 2010
Contatti stampa 328 6438330
Il Comitato Nazionale “Fermiamo il nucleare. Non serve all’Italia”è costituito dalle seguenti associazioni: Accademia Kronos, Ambiente e Lavoro, Amici della Terra, Associazione Mediterranea per la Natura, Comitato SI alle energie rinnovabili NO al nucleare, Fare Verde, Forum Ambientalista, Greenpeace, Italia Nostra, Jane Goodal Italia, Lav, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, VAS, WWF Italia

Hanno aderito tra gli altri:

Giorgio Nebbia
Università di Bari, Coautore con Virginio Bettini del libro: "Nucleare impossibile" , Utet 2009

Virginio Bettini
Università IUAV di Venezia

Gianni Tamino
Biologo - Università di Padova
Copromotore del Referendum contro il nucleare del 1987

Leonardo Marotta
Università IUAV di Venezia

Mao Valpiana
Segretario Movimento Nonviolento

 

 

 

 
Fermiamo il nucleare, non serve all’Italia E-mail

centrale-nucleare-belgioVAS e altre 14 associazioni ambientaliste italiane lanciano un appello per dare vita ad uno schieramento ampio e trasversale che metta in discussione il programma nucleare italiano.

Appello per un Comitato Nazionale

Crediamo che la scelta del Governo di far tornare il nucleare in Italia sia una scelta sbagliata e rischiosa, che non fa gli interessi dei cittadini e del Paese.
Alcuni dati lo dimostrano:

L’Italia ha una potenza elettrica installata di ormai quasi 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 55.000 megawatt. Le recenti dichiarazioni di autosufficienza energetica dei Presidenti di alcune regioni italiane valgono anche per il resto del Paese. Non abbiamo dunque bisogno di nuova energia ma di energia rinnovabile in sostituzione di quella fossile.

Il nucleare costa troppo, in nessun paese al mondo si costruiscono centrali senza finanziamenti pubblici e garanzie statali, che ricadono poi sulle tasse e le bollette pagate dai cittadini. In Italia si distoglierebbero risorse importanti dalla ricerca per l’innovazione tecnologica e dalla diffusione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili.

A fronte però dell’impiego di così ingenti risorse pubbliche, la risposta alla crisi economica e occupazionale non è significativa, soprattutto se equiparata al rapporto tra occupazione e investimento nei settori dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. Secondo uno studio dell’Unione Europea del 2009 investire oggi per raggiungere nel 2020 il 20% di rinnovabili creerà 2,8 milioni di posti di lavoro con oltre 2000 imprese coinvolte.

Il nucleare continua a essere rischioso: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, con una nota congiunta le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Inoltre è utile ricordare che nel mondo non è stato ancora risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.

Il nucleare non ridurrebbe la dipendenza energetica dall’estero perché importeremmo l’uranio e, secondo il recente accordo sottoscritto con la Francia, importeremmo  tecnologia e brevetti esteri, per tutto il ciclo di vita fino alla messa in sicurezza delle scorie.

Quanto al presunto “rinascimento” del nucleare nel mondo, i Paesi che lo hanno scelto  negli anni sessanta e settanta del secolo scorso, sono costretti a prolungare l’attività delle loro centrali per evitare gli ingenti costi di smantellamento degli impianti a fine vita, come in Germania, o a progettarne di nuove, per evitare la crisi di un costosissimo comparto industriale, come in Francia.

Infine il nucleare non darà nessun contributo a rispettare i vincoli posti dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, perché le prime centrali non saranno operative prima del 2026-2030, e perché il complesso ciclo di approvvigionamento della materia prima, di costruzione e smantellamento produce non poca CO2.

Per tutte queste ragioni, s’invitano tutti a superare dispute ideologiche di parte e compiere scelte razionali e convenienti per il Paese, per contrastare i cambiamenti climatici e rispettare gli obiettivi posti dall’Unione Europea del 20-20-20. L’auspicio e l’impegno delle associazioni promotrici e di tutti gli aderenti è che si crei un grande schieramento unitario e trasversale, al di là delle diverse appartenenze e collocazioni politiche.
Vogliamo costruire insieme al mondo della cultura e della politica, della scienza e del lavoro, della società civile e delle imprese, strategie unitarie e comuni che possano ridare al Paese la prospettiva di un modello energetico sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale.


Accademia Kronos
Associazione Ambiente e Lavoro
Associazione Mediterranea per la Natura
Fare Verde
Forum Ambientalista
Greenpeace
Italia Nostra
Jane Goodal Italia
Lav
Legambiente
Lipu
Mountain Wilderness
Pro Natura
Vas
Wwf

 


VAS O.N.L.U.S.
Via Flaminia, 53 - 00196 – Roma

Segreteria
Telefono: +39.06.3608181 - Fax: +39.06.36081827 - Numero Verde 800 866158

P.Iva 06319301005