VAS Onlus nel 2007 ha aderito all’appello lanciato dall’associazione statunitense Sea Sheherd contro la brutale caccia ai delfini che ogni anno, da ottobre ad aprile, si svolge lungo le coste del Giappone ed in particolar modo nei pressi del villaggio di Taiji dove si stima vengano uccise dalle 20.000 alle 22.000 delfini di specie diverse (stenelle, tursiopi , globicefali e focene) e piccole balene.
Sul nostro sito www.vasonlus.it e sul sito www.seashepherd.org è possibile vedere immagini e video di questa brutale mattanza che testimonia il terribile sterminio di un grandissimo numero di delfini. Il mare si tinge di rosso, i cetacei vengono arpionati, issati sulle barche e trasportati agonizzanti sui mezzi di trasporto. La maggior parte vengono sgozzati ancora vivi e le immagini mostrano i fiotti di sangue. La denuncia è partita da Sea Shepherd, associazione statunitense che opera in difesa di delfini, balene e foche, che da anni cerca di convincere i pescatori che un cetaceo vivo per il whale watching è molto più redditizi che da morto. La carne di delfino viene utilizzata a scopi alimentari umani, nonostante l´agenzia investigativa per l´ambiente (Enviromental Investigation Agency) e numerose ricerche scientifiche abbiano dimostrato che questa, soprattutto in Giappone, sia particolarmente ricca di tossine quali: mercurio e altri metalli pesanti, ddt e diversi pericolosi contaminanti.
Inoltre tali brutali operazioni vengono fortemente finanziata dall’industria dei delfini in cattività che sono disposte a pagare oltre 20.000 dollari per ciascun neonato di delfino catturato vivo per inserirli nel circuito dei parchi acquatici per essere utilizzati negli show dei delfinari o come pseudo taumaturghi nelle piscine di cliniche specializzate in pet therapy. VAS Onlus ha raccolto in pochi mesi centinaia di adesioni, inoltrandole al Primo Ministro del Governo Giapponese.
In questi giorni a Roma, in occasione della , è stato presentato il documentario “The Cove” che racconta la tragica vicenda della baia di Taiji. “The Cove” è diretto da Louie Psihoyos e racconta l’incredibile storia di come di Richard O’Barry e un gruppo di attivisti siano riusciti a penetrare in un nascondiglio militare giapponese da sotto il mare, portando alla luce incredibili segreti e di come hanno cercato di bloccare fisicamente i massacri di delfini. Il 21 ottobre prossimo “The Cove” verrà presentato anche in Giappone con l’auspicio di poter sensibilizzare anche l’opinione pubblica giapponese. Ad oggi alcuni piccoli successi sono stati ottenuti quali il divieto del Governo di commercializzare carne di delfini nelle mense scolastiche e il blocco della mattanza per alcuni giorni.. l’intera stagione dura all’incirca sei mesi, non si può certo abbassare la guardia, pertanto vi chiediamo aiuto continuando a mandare email, lettere o fax di protesta. Indirizzi e faxsimile di lettere possono essere scaricate qui di seguito oppure firmare la petizione ondine sul nostro sito e su www.seashepherd.org e su www.thecovemovie.com.
Silvana Magali Rocco
(Responsabile Educazione ambientale)
Walter Iannotti
(Responsabile Campagna nazionale Diritti al mare diritti del mare)
The Cove Trailer
http://www.youtube.com/watch?v=4KRD8e20fBo&feature=player_embedded
Aiutaci a difendere i delfini, sostieni la campagna nazionale “Diritti al mare, Diritti del mare”
COSA PUOI FARE PER AIUTARCI
A DIFENDERE I DELFINI
• FIRMARE LA PETIZIONE: Stiamo facendo circolare la petizione internazionale lanciata dall’associazione Sea Sheherd presso tutte le nostre sedi VAS, per richiedere l'arresto di questo macello da parte del governo giapponese. La petizione sarà trasmessa all’ambasciata presente in Italia ed ai vari consolati, al ministro giapponese delle industrie della pesca ed al Primo Ministro giapponese. Inoltre la petizione è scaricabile online dal nostro sito www.vasonlus.it oppure direttamente dal sito www.seashepherd.org.
• SCRIVERE: trasmettere una lettera, un e-mail o un fax al Primo ministro del Giappone, al Ministro dell’industria e della pesca, all’ambasciata o consolato locale ed altri funzionari giapponesi indicando che questo macello barbarico è inaccettabile. Un testo di protesta e gli indirizzi sono nel riquadro al lato.
Dear sir/madam,
I am outraged by the annual brutal slaughter of dolphins and whales that takes place in Japan. The images of bloody red water clearly show the world that Japan has little respect for the state of the world's oceans and for the conservation of the marine resources it claims to support.
Many scientific studies show that the oceans are in decline. We must take whatever actions are necessary to stop their over-exploitation and to protect the creatures that live in them. These dolphins do not belong to Japan. The status of the species of dolphins and whales that you kill
are either endangered, threatened, or unknown.
We demand that Japan permanently and immediately renounce and stop this slaughter.
Sincerely,
Name
Surname
City and Nation
TESTO TRADOTTO
Egregio signore/a,
sono scandalizzato dal brutale massacro dei delfini e delle balene che annualmente si tiene in Giappone. Le immagini delle acque insanguinate mostrano chiaramente al mondo che il Giappone ha poco rispetto per lo stato degli oceani e per la conservazione delle risorse marine che dichiara di supportare. Molti studi scientifici mostrano che gli oceani sono in declino. Dobbiamo intraprendere ogni azione necessaria per fermare il loro sfruttamento e per proteggere le creature che li abitano. Questi delfini non appartengono al Giappone. Le specie di delfini e balene che uccidete sono considerate minacciate, a rischio oppure il loro stato è ancora sconosciuto.
Chiediamo che il Giappone fermi questo massacro immediatamente e per sempre.
In fede.
INDIRIZZI UTILI:
Prime Minister of Japan
1-6-1 Nagata-cho 1 Chome
Chiyoda-ku, Tokyo
100-8968
JAPAN
To all the world Japan Embassy:
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petizione contro la mattanza dei delfini