La catastrofe di Fukushima è almeno 4 volte quella di Chernobyl ed è la prima vera catastrofe civile al plutonio. E-mail

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L’abnorme ritardo con cui il Governo Giapponese e la Tepco hanno annunciato che la catastrofe di Fukushima è dello stesso livello di quello di Chernobyl, livello 7 della scala internazionale, (ri)propone questioni consuetamente note - una montagna infinita di menzogne e di dati falsi- e consuetamente negate dai potentati politici e dalle lobbies nucleari con il loro totale dominio del controllo della informazione a livello locale e mondiale.

Come sempre scatta (è scattata) la prima comunicazione ufficiale dei governanti e dei gestori degli impianti di un “anomalia”, un “guasto”, ma senza preoccupazione per la popolazione civile: poi la preoccupazione è per i cittadini attorno alla centrale, poi per quelli nel raggio di dieci, poi, di venti, poi…di quaranta chilometri..poi….; poi gli annunci che non c’è contaminazione di acqua potabile, di mare, di cibo anche…..con eroiche testimoniaze di kamikaze che mangiano gustosamente fragole ed altre lecconerie o fortemente contaminate o .. di altro luogo chi sa quanto distante!

Naturalmente la dimensione della catastrofe era invece ben nota sin dal primo momento come attesta la disperata decisione – peraltro presa con grave ritardo stante la estrema emergenza- di buttare acqua di mare per raffreddare i reattori. In un’analisi chimico-fisca si parla di “tracce” quando pur avvertendo una presenza di una sostanza, gli strumenti non riescono a darne il valore per la stessa sensibilità degli stessi; ora, davanti a valori elevatissimi, di fondo scala degli strumenti, si continua ad utilizzare il termine “traccia”!. Anziché dire che per almeno tre mesi continueranno nubi radioattive, inquinamenti nucleari di suoli, di falde, di acque dolci e marine, si ribalta la comunicazione e si dice che entro tre mesi verrà fermata la radioattività, facendo intendere che fra tre mesi tutto ritornerà normale, come prima!

Quale credibilità possono perciò avere tutte le notizie e le atre rassicurazioni che vengono date dal Governo Giapponese e dalla Tepco? Di qui l’assoluta necessità della riproposizione che insieme a tanti altri abbiamo già fatto, della istituzione di un controllo internazionale non legato a lobbies nucleari per dare la verità su Fukushima e seguire l’evolversi della situazione negli anni.

Anche perché rispetto a Chernobyl almeno tre cose di molto maggiore gravità possiamo certo dire:

- la prima è che la enorme quantità di acqua di mare buttata nei reattori è tornata necessariamente a mare portando con sé un tragico, incalcolabile carico di materiale nucleare, o fortemente contaminato che si diffonde nella flora e nella fauna marina e nelle successive catene alimentari, sia più specificatamente locali che più lontane, fin dove nessuno lo può sapere; né come abbiamo detto, vi è o finora è previsto un Osservatorio Scientifico neutrale internazionale che possa seguire l’evolversi nel tempo dei processi di distribuzione e di accumulo di tali sostanze nucleari o contaminate: per cui si resta alla bugie che vengono date dalla Tepco;

- La seconda è che la catastrofe di Chernobyl interessò solamente il reattore n.4 da 1000 MWe; a Fukushima i reattori interessati sono invece ben quattro di potenza anche lievemente superiore, 1100 MWe, per cui a parità di evento ( quello di Fukushima appare anche complessivamente più critico) ogni episodio, a partire dalle nubi radioattive, è quattro volte maggiore!

- la terza è che uno dei reattori, il n3, ha per combustile la miscela uranio - plutonio e perciò le perdite sono state anche di plutonio ed anche di elementi transplutonici (l’einstenio per fare un nome) essendo stato appunto bombardato il plutonio nel reattore, con le conseguenze biologiche e chimico-fisiche legate a questi elementi.

Sarà estremamente difficile relazionare danni ecologici e vittime, umane e non, direttamente a Fukushima, appare però chiaro che alta è la probabilità che la catastrofe di Fukushima, nel tempo, risulti globalmente molto più grave di quella di Chernobyl

 

Roma, 18 aprile 2011.

 

Dichiararazioni di

Guido Pollice, Presidente Nazionale VAS

Riccardo Consales, Responsabile Campagna VAS, SI al referendum contro il nucleare

Antonio D’Acunto, Presidente Onorario VAS Campania

 

 

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