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Partiamo dall’Averno per un Patto Ambientalista per l’attuazione della legge sui Parchi in Campania E-mail
L’altro ieri  sul Mattino, il Presidente Onorario del WWF, Fulco Pratesi, ha rilanciata la proposta “Adottiamo il Lago d’Averno”; un fatto molto importante che  trova la condivisione piena dei VAS e mia in particolare; l’adozione del mitico lago e la sua acquisizione al patrimonio pubblico fu difatti una battaglia centrale di una parte (una parte sola!) del movimento ambientalista e mia, come consigliere regionale, ormai dei lontani anni 1991-1993, che ci vide sconfitti nel nome dell’importanza del ruolo del “privato”. Per capire che è successo, sarebbe importante rendere pubblici gli atti di quegli anni, dalle  interrogazioni alla richiesta dei vincoli. Purtroppo le considerazioni sugli immensi valori, naturalistici, archeologici, storico culturali non ebbero nessun peso e nessun peso ebbero le “estreme preoccupazioni”  per ciò che sarebbe potuto accadere e che puntualmente è accaduto: cioè le mani della malavita organizzata su quel patrimonio e, ciò che è emerso ben poco anche in questi giorni, la profonda deturpazione soprattutto naturalistica che il lago (come quello vicinissimo di Lucrino e che nessuno vede)  ha subito: la sparizione dell’habitat lacustre di vasta area, la “cementificazione diffusa” e la stessa realizzazione di una  pista attorno al lago; una violenza inaudita su un luogo unico al Mondo!
Salvare quanto resta ed attivare un percorso di “rinaturalizzazione” è però di massima importanza ed urgenza e ad esso occorre che tutti contribuiamo,  “dimenticandoci il passato”, ovvero le enormi responsabilità che molti che non dovevano, hanno avuto.
Nell’intervento di Pratesi, c’è un altro fondamentale elemento che ci fa estremo piacere che venga ripreso: la legge regionale 33 del 93, che istituì i Parchi e le Riserve Naturali  in Campania: di tale legge ebbi la grandissima gioia di essere il Relatore nel Consiglio Regionale. La legge cui contribuirono in maniera fondamentale l’allora Consigliere dei Verdi Maurizio Frassinet ed il Consigliere del PRI  Roberto Minicucci, fu approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale; molti di noi si illusero che si fosse aperta una fase nuova nella protezione della Biodiversità e della Natura per il consenso totale da essa avuta. Invece forze oscure ampiamente diffuse  si misero in moto per bloccare la legge e in tutte le legislature che si sono susseguite, con i Presidenti sia di Centro- Destra, Rastrelli, che di Centro Sinistra, Losco per un biennio e Bassolino per 10 anni non ha trovata attuazione reale. Purtroppo la Legge sulle aree protette ha avuto una storia identicamente simile alla legge n.10 sempre del 93 sullo smaltimento dei rifiuti (sempre con la mia persona quale relatore in aula)   che se fosse stata attuata avrebbe portato la Campania all’avanguardia in Europa nella raccolta differenziata ed il riciclaggio dei rifiuti.
Occorre avere anche il coraggio di dire che in questi anni quasi tutte le associazioni ambientaliste hanno operato soprattutto in una logica lottizzatrice di  spartizione delle Presidenze e dei rappresentanti nei Consigli dei Parchi e non per l’attuazione dei contenuti dei parchi ed enormi sono stati i danni per tutte le aree protette,  dai Picentini al Matese, dalla Foce Sele appunto ai Campi Flegrei.
Il presidente nazionale dei VAS, Guido pollice, inascoltato,  infinite volte ha cercato di rilanciare la attuazione dei parchi in Campania; è di grandissima importanza che oggi lo faccia anche  un’autorevole figura come il Presidente onorario del WWF, Fulco Pratesi. Cogliamo tutti insieme questa inderogabile esigenza e costruiamo un vero Patto per i Parchi e le  Riserve Naturali in Campania ovvero un percorso condiviso per l’attuazione finalmente nel 2010 della legge 33 del 1993.

Antonio D’Acunto Presidente onorario VAS campania
 

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