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Interrogazione con risposta nella prossima seduta di Consiglio comunale del consigliere Rosario Fiorentino: Cisternoni romani - contrasto a fenomeni di abusivismo, avvio del giudizio, progetto di riqualificazione e valorizzazione E-mail
Al Sindaco di Sorrento
Giuseppe Cuomo

Al Dirigente del I Dipartimento
Dott. Donato Sarno

Al Rag. Capo
Dott. Giovanni D’Amora

E, p.c. al Presidente del Consiglio comunale



Oggetto: Cisternoni romani - contrasto a fenomeni di abusivismo, avvio del giudizio, progetto di riqualificazione e valorizzazione.

Il sottoscritto Rosario Fiorentino, nella veste istituzionale di capo gruppo consiliare di Insieme per Sorrento, con la presente ai sensi del D.Lgs. n. 267/00 e succ. modifiche ed integrazioni , combinato con le norme dello Statuto comunale e del regolamento vigente, formula la seguente interrogazione nella prossima seduta di consiglio comunale.

Premesso
Che lo scrivente, Rosario Fiorentino, nell’ultimo consiglio comunale ha interrogato il Sindaco Giuseppe Cuomo sullo stato attuale e sulla funzionalità della passeggiata archeologica ai Cisternoni romani degli Spasiano, opera di ingegneria civile di epoca romana di inestimabile valore. Il Sindaco ha dichiarato che allo stato attuale non risulta esistere alcun fascicolo relativo ad alcuna passeggiata né ad interventi di valorizzazione di tale sito, e che tutte le chiacchiere esistenti non sono che avanzi di vaghe proposte. Di fronte all’evidente disinteresse che trapela da questa posizione si profila netto il contrasto con l’operato dell’Amministrazione uscente che  pur se ha avuto limiti e tanti difetti,ha avuto sempre una profonda considerazione e una desta attenzione per la valorizzazione dei beni culturali, del patrimonio storico che Sorrento ha avuto la fortuna di detenere. Tale attenzione, che risulta in qualche modo quale imperativo morale per una città dalla storia così antica come quella di Sorrento, ha portato all’allestimento e alla creazione di percorsi didattico/ambientali presso il sito della Regina Giovanna, ha portato oggi all’inaugurazione della passeggiata archeologica sulle Antiche mura. Nell’ottica di una continuità con l’impegno di valorizzare l’inestimabile patrimonio storico, la Commissione trasparenza ha avviato una formale istruttoria per ricostruire le controverse vicende che hanno interessato i Cisternoni  romani ed a tal proposito il prossimo 14 luglio è stata disposta l’audizione dell’avvocato Alberto Scarpati.
La storia
In pochi sono a conoscenza del fatto che Sorrento, oltre che possedere un patrimonio di bellezze paesaggistiche inestimabile, detiene anche alcuni siti archeologici di estrema rilevanza. Non si fa esclusivo riferimento alla Villa romana in località Capo di Sorrento, né ai resti degli antichi bastioni della città, né ai tanti resti di epoca romana emersi durante i numerosi lavori di riqualificazione del territorio: si fa riferimento agli antichi Cisternoni romani detti “degli Spasiano”, opera di antica ingegneria civile con ben oltre 2000 anni di storia. Proprio nel cuore della nostra città, in Corso Italia, sorge , sotto il livello della strada ,l’opera che per oltre 2000 anni ha  condotto l’acqua all’intera città.
Una descrizione dettagliata della struttura e del funzionamento dei cisternoni  proviene da una serie di rilevamenti effettuati quasi trenta anni fa, dai giovani del “Progetto 285” commissionato dall’ass.to ai Beni culturali del Comune di Sorrento, quale intervento per l’impegno dei giovani, oggi funzionari dello stesso ente, volto alla valorizzazione dei beni culturali del territorio con l’informazione scientifica e la divulgazione anche ai fini didattici.
Dopo il 400 a.c. la penisola sorrentina, così come gli altri centri campani, subì una profonda trasformazione politica ed economica. La città di Sorrento raggiunse un importante sviluppo in questo periodo  e assunse un deciso carattere residenziale divenendo rinomato luogo di villeggiatura, cosa che comportò il sorgere di numerose ville. E’ dunque a questo periodo che risale la costruzione in penisola della maggior parte degli acquedotti e cisterne sia pubbliche che private.
I cisternoni detti “degli Spasiano” erano in numero totale di 27, divisi in alti e bassi e contenevano l’acqua sufficiente al bisogno della popolazione locale e degli opulenti patrizi. Dopo la caduta dell’impero romano essi rimasero in disuso e solo nel 1332 l’università sorrentina eseguiva lavori di ristrutturazione alle conduttore e alle cisterne di distribuzione. Nel XIX secolo i cisternoni non cessarono di destare l’interesse e la curiosità dei patrii scrittori e per gli archeologi, già allora, costituirono il monumento più importante che l’antichità avesse lasciato in territorio sorrentino. Una descrizione accurata del sito ci proviene dalla perizia commissionata all’ing. Gianbattista Liguori nel 1894: essi si dividono in cisternoni bassi ( detti degli Spasiano, in funzione pochi anni fa) e cisternoni alti a cui era possibile accedere dall’antica proprietà del principe Stragazzi. E’ interessante notare che a seguito della perizia , il Comune di Sorrento deliberò di rendere libere le volte dei cisternoni dai terreni soprastanti e che l’urgentissimo provvedimento venisse prontamente adottato nell’interesse  dell’igiene e della pubblica salute del paese…. provvedimento a  cui non fu data già allora alcuna esecuzione. Nel primo dopoguerra le cisterne romane sono ancora funzionanti anche se sporadicamente: i cisternoni alti per riserve d’acqua potabile nel periodo estivo, quelli bassi per innaffiamento. Nell’ambito della realizzazione dell’acquedotto Castellammare-sorrento si pensò di utilizzare anche i cisternoni degli Spasiano che furono svuotati, puliti e consolidati, tali lavori tuttavia interessarono solo il gruppo dei cisternoni alti facendo sì che ritornassero in funzione con l’erogazione dell’acqua a Marina grande e Marina piccola, fino a pochi anni fa. I Cisternoni bassi invece non furono interessati da alcun lavoro di ristrutturazione rimanendo di conseguenza in totale stato di abbandono, stato in cui versano tutt’ora. I più interessanti brani dell’accertamento realizzato nel lontano 1981 è quello relativo alla reale estensione dei cisternoni bassi di cui è rilevata, già a suo tempo, una forte erosione ad opera di privati. Il quaderno del progetto 285 recita testualmente “Al termine del cunicolo si apre una porta che dà in un esercizio commerciale (…)…il cui accesso principale è da piazza Tasso; parte di questo vano nei pressi della porta è stato adibito a ripostigli privato. Il lato del cunicolo parallelo al Corso Italia è lungo circa metri 34,00: la prima parte 21,00 metri ed ha una larghezza di 0,60 (…) Di fronte al muro… si aprono tre vani in corrispondenza di altrettanti esercizi commerciali (…). Questo particolare conferma che originariamente l’intero impianto si estendesse con 5 vani in direzione Corso Italia (....).  A protezione del secondo vano vi è una rete metallica, attraverso la quale è possibile intravedere un retrobottega modernamente ristrutturato utilizzato dall’ eercizio. commerciale “…”. In fondo, il questo ad una distanza di circa metri 2,50 si scorge una porta che mena all’interno del negozio. Il pavimento del retrobottega è stato recentemente installato con uso di maioliche….La nostra indagine si è dovuta fermare qui davanti alle opposizioni legali della confinante proprietà privata anche se non è difficile capire che le rimanenti concamerazioni si celano dietro le porte, le reti metalliche e le piastrelle maiolicate.”

Il fatto – la questione legale – la trasparenza - l’imparzialità degli atti della Pubblica Amministrazione, l’omertà e i progetti che non esistono più.
Di recente la problematica dei cisternoni è tornata alla ribalta delineandosi l’evidenza del fatto che numerose sono state le appropriazioni indebite di spazi e suoli a danni del Comune a opera di proprietà private confinanti. E segno di ciò il fatto che l’unico modo per accedere ai cisternoni bassi è quello di oltrepassare la proprietà privata. E ancora più fuori luogo e assurdo alla luce di ciò appare l’esercizio protratto negli anni da parte degli esercizi commerciali confinanti di diritti su beni per loro natura indisponibili. Su tale vicenda è intervenuto anche il Ministero per i beni e le attività culturali con una nota del 3/07/09 prot. N. 6486 acclarata al protocollo comunale l’8/07/2009 prot. N. 2588 con cui veniva denunciata “…una situazione di incuria e di grave abuso con rischio di possibili, irrimediabili, incalcolabili danni ai beni archeologici…” . Sempre nella citata nota le cisterne alte e basse sono state dichiarate beni di importante interesse archeologico con nota del 5.09.1981 e successivamente sottoposte a vincolo archeologico con decreto ministeriale del 5/07/1982. Uno degli esempi è l’apposizione di un enorme cancello completamente illegittimo se autorizzato. Risulterebbero altresì depositati, presso l’Ufficio tecnico, supporti audiovisivi relativi allo stato dei luoghi. E proprio l’abusivismo protratto negli anni ha fatto sì che il Comune steso proponesse ricorso per accertamento tecnico preventivo. Tale ricorso, a firma dell’avv. Alberto Scarpati e con la consulenza tecnica del geometra Gennaro Starita, richiama tutta la normativa che sottopone a vincolo tutta l’area dei cisternoni compresa tutta la zona di terreno sovrastante. Dalla perizia allegata al ricorso emerge che relativamente ai cisternoni bassi hanno formato oggetto di occupazione e usurpazione n. 5 ambienti , camere di immissione e decantazione determinandosi palesi variazioni di volumetria. A seguire, l’elenco degli esercizi commerciali che hanno prodotto tali violazioni e il tipo di alterazione perpetrata. Uno degli aspetti più gravi e preoccupanti è che tali usurpazioni hanno causato e continuano a causare infiltrazioni provenienti dalle costruzioni  sovrastanti che per il loro eccessivo peso e per i carichi mal distribuiti mettono a serio pericolo di crolli e danneggiamenti le pregevoli volte a botte, deturpate nella bellezza e minate nella stabilità. Essi sono divenuti inoltre ricettacolo di spazzatura, detriti e scorie che causano pericoloso inquinamento delle acque determinando la sospensione dell’utilizzo dello stesso come bacino idrico. Attualmente l’istanza è nelle mani del Presidente del Tribunale dott. Vincenzo Albano, con un fascicolo ricco di rilievi, planimetrie e di nomi illustri, nomi che contano della “Sorrento bene”

Gli interrogativi e le domande che attendono risposte chiarificatrici.
Tenuto conto di tali vicende e della documentazione prodotta, appare opportuno avviare un procedimento finalizzato alla determinazione di un progetto per la riqualificazione della zona dei cisternoni romani, della messa in sicurezza e della valorizzazione dell’inestimabile valore storico-culturale del sito, con l’apertura dello stesso all’ìntera città a cui, in riacquistato splendore, i cisternoni andranno consegnati. Chi governa la città deve fare uno sforzo culturale: Sorrento non ha solo bisogno di grossi investimenti infrastrutturali, di altri milioni di metri cubi di cemento ma ha bisogno che la sua storia non sia cancellata dalle colate di cemento e che, anzi, le sue due anime, la modernità e l’antichità, convivano in un simbolico abbraccio che le arricchisca reciprocamente. Sono stato  assessore e vicesindaco dell’amministrazione che ha realizzato il parcheggio Correale e ha valorizzato le Antiche mura. Credo che questa amministrazione debba porsi la priorità di consegnare ai cittadini del domani la testimonianza del suo grande passato, e oggi questo può avvenire anche attraverso la riapertura del varco archeologico di piazza Veniero e attraverso l’allestimento della passeggiata archeologica dei Cisternoni romani, pensando anche di renderla  sito turistico-culturale per percorsi didattico-educativi, concerti e allestimenti teatrali come avviene in tutte le più importanti città di cultura e rinomate località turistiche che hanno la fortuna di avere testimonianze storiche sul territorio. Non devono esserci vincoli politici, di appartenenza o di affari che possano fermare la verità dei fatti e impedire che sia ridato splendore all’opera dell’antica Roma.
Tutto ciò premesso

Chiede di conoscere
-    Qual è la  volontà politica in ordine ai fatti sopra esposti;
-    Quale progetto intende promuovere l’assessorato all’Urbanistica e quali i tempi e la priorità nell’ambito del programma di mandato;
-    Se l’Amministrazione intende riesaminare il programma delle opere pubbliche dando risalto al progetto dei cisternoni romani;
-    Se intende, dopo le risultanze dell’accertamento tecnico/preventivo, estendere l’incarico all’avv. Alberto Scarpati atteso il buon lavoro eseguito così come del resto è stato espresso dallo stesso Dirigente del Dipartimento;
-    Se intende far piena luce sulle proprietà che sono state trasferite a privati, pure se pubbliche, sul relativo uso distorto del patrimonio comunale;
-    Se intende fare chiarezza sulla vicenda e più complessivamente sugli intendimenti reali ella volontà dell’amministrazione comunale.
Attende V/sollecito interessamento. Si riserva ogni ulteriore azione di sindacato ispettivo e di controllo  e l’occasione è gradita per porgere
Cordiali saluti
Lì, 8/07/2010

Il capo gruppo
Rosario Fiorentino
 

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Segreteria
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