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RIPERIMETRAZIONE SIC E ZPS DELLA PROVINCIA DI PESARO E URBINO: SEGNALATI I VIZI DI LEGITTIMITÀ A TUTTE LE AUTORITÀ COMPETENTI |
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I confini dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), così come riconosciuti anche dalla Comunità Europea, possono essere successivamente modificati solo sulla base di un monitoraggio da cui emerga la necessità scientificamente dimostrata sia di riduzione che di allargamento del perimetro, sempre e comunque con piccole modifiche. Con delibera n. 1825 del 9/11/2009 la Giunta Regionale delle Marche ha approvato all’unanimità la riperimetrazione dei SIC e delle ZPS della Provincia di Pesaro e Urbino individuata dall'Università Politecnica delle Marche a cui era stato assegnato (e pagato) tale compito: nel pieno rispetto della Direttiva CEE sono state approvate piccole modifiche che complessivamente hanno aumentato la superficie complessiva dei siti della rete Natura 2000 di cui la delibera dà esaurienti motivazioni. Nell’allegato documento istruttorio viene citata, anche la “Proposta di sostanziale modificazione dei perimetri attuali, prodotta dalla Provincia di Pesaro e Urbino": viene ritenuta non accettabile e non approvabile perché avanzata senza avere ancora operato un minimo studio né eseguito l’azione di monitoraggio prescritta dalla legge regionale n. 6/2007, da cui far scaturire una motivazione tecnico-scientifica che possa legittimare nei confronti della Commissione Europea la “riperimetrazione” delle complessive 13 ZPS della Provincia di Pesaro e Urbino. La “proposta” avrebbe operato lo stravolgimento di ben 12 ZPS, proponendo di cancellarne del tutto 3 (tra cui la ZPS IT5310028 “Tavernelle sul Metauro”), di modificare profondamente i perimetri di 4 e di ridimensionarne 5. Ma a distanza di una settimana, la stessa Giunta Regionale ha approvato a maggioranza semplice (con il solo voto contrario dell’Assessore all’Ambiente) la deliberazione n. 1868 del 16.11.2009 con cui ha revocato la delibera n. 1825/2009 senza nessuna giustificazione per sostituirla con una nuova riperimetrazione <>, a cui è stato dato formalmente il mandato di fornirne a posteriori quella motivazione che per legge dovrebbe essere invece obbligatoriamente preventiva: è stato infatti richiesto alla Provincia di aggiornare i relativi formulari standard e di trasmetterli alla Regione entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della delibera. Con una lettera-diffida trasmessa congiuntamente il 21/12/2009 da Verdi Ambiente e Società (VAS), Italia Nostra Sezione di Pesaro e Fano, Comitato Cittadino per la Salvaguardia del Territorio di Acqualagna, Ass. Metauro Nostro Cultura e Territorio di Montefelcino, Comitato Intercomunale per la Tutela dell’Ambiente e della Salute (C.I.T.A.S.) di Barchi e Associazione Consumatori Utenti (A.C.U.) di Pesaro, sono stati evidenziati ben 8 vizi di legittimità e chiesto alla Giunta Regionale di esercitare il potere di autotutela con l’annullamento della delibera n. 1868/2009 e la contestuale riapprovazione della delibera n. 1825/2009: in caso di inerzia da parte della Giunta Regionale, si fa riserva nella lettera di ricorrere alla Magistratura sia civile (con ricorso al TAR) che contabile (con denuncia alla Corte dei Conti dello sperpero di denaro pubblico). In pari data le suddette associazioni e comitati hanno presentato un esposto-denuncia alle Procure della Repubblica di Pesaro e Ancona per chiedere di accertare se sussistano anche gli estremi del reato penale di abuso di ufficio e/o di qualsiasi altro reato.
Roma 24-12-2009
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