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La gravità delle decisioni assunte dal Governo Monti col “decretone” blindato presentato al Parlamento – trattandosi di decisioni di natura prettamente economica – è abbastanza evidente e gli Italiani, anche se da poco, hanno potuto almeno prendere atto.
Molto più grave, però, è il fatto che un provvedimento legislativo, che ha per titolo “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici” contenga, all’art. 30 dal titolo “Esigenze indifferibili”, un subdolo rifinanziamento della partecipazione italiana alle cosiddette “missioni all’estero”.
Ancora una volta - con la complicità di quasi la totalità delle forze politiche rappresentate nel nostro Parlamento - si contrabbandano come “urgenti” e “indifferibili” decisioni assurde e gravissime. Esse, infatti, ribadiscono solo la supina dipendenza dell’Italia dalle decisioni assunte dalla NATO, in palese violazione dell’art. 11 della Costituzione, il cui solenne “ripudio della guerra come... mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” è stato nuovamente calpestato dalla logica bellicista del complesso militare-industriale.
“ Non ci saremmo aspettati di meno da un Governo che ha un ammiraglio/ex comandante NATO – come Ministro della Difesa – dichiara Ermete Ferraro, referente nazionale VAS per l’ecopacifismo – Alla faccia dei sacrifici chiesti agli Italiani ed ai tagli alla spesa sociale, previdenziale e sanitaria, la nostra Repubblica si concede il macabro lusso di spendere per la c.d. “difesa” 50.000 euro al minuto, cioè 76 milioni al giorno...! Ai 27 miliardi già stanziati, poi, si aggiungono altri 17 miliardi per i prossimi anni, destinati all’acquisto di 131 cacciabombardieri F35. E adesso ecco comparire – nascosto fra le righe di queste “disposizioni urgenti” – un ulteriore esborso di 700 milioni di euro per finanziare il secondo semestre delle missioni di guerra italiane.”
L’Associazione VAS, pertanto, denuncia questa manovra sotterranea per aggirare l’opposizione dell’opinione pubblica a tale tipo di “investimenti” di morte ed invita i cittadini tutti/e ad esprimere pubblicamente il proprio dissenso per la crescita della spesa militare proprio in questo particolare momento di generale crisi.
“Certamente i 700 milioni aggiunti a quelli già stanziati non hanno niente a che fare né con la “crescita” e “l’equità” e tanto meno col “consolidamento dei conti pubblici” - conclude Ferraro – bensì con la spirale provocata da un complesso militar-industriale internazionale, che ha reso l’Italia il centro strategico delle strategie neo-imperialiste della NATO e degli interessi di cui si fa portatrice. E’ giunto il momento di fare obiezione di coscienza a queste decisioni, nelle quali gli Italiani amanti della pace e della giustizia non possono certo riconoscersi”.
VAStampa:
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- www.vascampania.net
Contatti > Ermete Ferraro (349 3414190 –
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COMUNICATO DEL 13.12.2011
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