Comunicati su acqua pubblica

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300.000 voci per dire no al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua E-mail
webUn successo straordinario la manifestazione nazionale contro il nucleare e contro la privatizzazione dell’acqua. Una risposta importante del popolo ecologista e di tutta la società civile. Da qui partiremo per convincere tante donne e tanti uomini su quanto sia importante andare a votare il 12 e il 13 giugno 2011.VOTA E FAI VOTARE

2 SI PER L’ACQUA PUBBLICA

1 SI CONTRO IL NUCLEARE

 

 

Presentazione logo campagna referendaria E-mail

logo-piccolo

Questa mattina, alle 11.30 presso la sede della FNSI, a Roma, si è svolta la conferenza stampa del Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune.

Paolo Carsetti, esponente del Comitato Referendario, sollecitato dai giornalisti presenti ha parlato del Consiglio dei Ministri del prossimo venerdì, che ha annunciato di voler proporre riforma dei servizi pubblici locali: “Non si sognino di scipparci i referendum sull’acqua, – ha detto Carsetti – la volontà degli elettori è quella di andare a votare per la ripubblicizzazione. Non ci dimentichiamo che i referendum sono stati sottoscritti da un milione e mezzo di cittadine e cittadini”.

Durante la conferenza stampa sono state avanzate altre due richieste al Governo: quella di un immediato provvedimento di moratoria sulle norme che vogliono privatizzare l’acqua almeno fino al voto referendario e quella di accorpamento della scadenza referendaria con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera. È stato presentato il logo della campagna referendaria, scelto grazie ad un concorso di idee tra gli attivisti e da un sondaggio on-line cui hanno partecipato oltre 10mila persone e realizzato da Michele Giugni, del Comitato pratese. Infine sono stati presentati i prossimi eventi organizzati dal comitato promotore, come ilFestival dell’acqua di Sanremo programmato nella città ligure negli stessi giorni di quello del Festival della Canzone Italiana e come il fine settimana del 5 e 6 febbraio quando, in moltissime piazze italiane, verranno realizzate iniziative e banchetti per l’autofinanziamento partecipato che prevede, tra l’altro, la restituzione del contributo sottoscritto dai cittadini una volta che il Comitato Referendario avrà ricevuto il rimporso elettorale.

Margherita Ciervo, anche lei del Comitato Referendario, ha insistito sulla straordinaria portata politica di un referendum che “ha già stabilito due primati, da una parte è stato quello più sottoscritto nella storia della Repubblica, dall’altro è il primo non promosso dai partiti ma direttamente darealtà sociali, associative e cittadini”.

Stefano Rodotà, giurista e tra gli estensori dei quesiti referendari ha sottolineato come ci sia “necessità di riattivare un dibattito pubblico sui beni comuni, a partire dall’acqua, a cui i partiti non dovranno sottrarsi”.

Padre Alex Zanotelli ha tuonato contro la Legge Ronchi, definendola “una vera e propria bestemmia”, rivendicando come il movimento dell’acqua, in Italia, abbia già ottenuto straordinari risultati e di come adesso “dobbiamo vincere i referendum”.

Roma 2 Febbraio 2011

FIUMI BATTETE LE MANI! E-mail
foto_alexdi Alex  Zanotelli. Sono queste le parole del Salmo 98 che mi sono improvvisamente affiorate alla mente quando mi è stato comunicato che la Corte Costituzionale aveva dato il via al referendum sull’acqua. Dopo anni di impegno, un sussulto di gioia e di grazie al Signore che riesce ancora a operare meraviglie ,e un grazie allo straordinario “popolo dell’acqua” che ci ha regalato in due mesi un milione e mezzo di firme. La Corte ha approvato due dei tre quesiti referendari: il primo, che afferma che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e il terzo che toglie il profitto dall’acqua. Che la Corte Costituzionale( piuttosto conservatrice) abbia accolto queste due istanze sull’acqua in contrasto con i dogmi del sistema neo-liberista, è un piccolo miracolo. E questo grazie agli straordinari costituzionalisti che le hanno formulate e difese, da Rodotà a Ferrara, da Mattei a Lucarelli senza dimenticare Luciani.Ma la grande vincitrice è la cittadinanza attiva di questo paese che diventa il nuovo soggetto politico con cui anche i partiti dovranno fare i conti. “ I cittadini si sono appropriati del diritto di esprimersi sui beni comuni- hanno commentato A. Lucarelli e U. Mattei- sui beni di loro appartenenza, su quei beni che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali. Si è dato così significato e dignità all’art.1 della Costituzione Italiana , ovvero al principio che assegna al popolo la sovranità in una stagione di tragedia della democrazia rappresentativa.” Tutto questo apre a una nuova stagione di democrazia: il cammino per riappropriarci dei beni comuni che ci sono stati sottratti. E questo l’abbiamo ottenuto senza finanziamenti(ognuno ha dato quello che ha potuto), senza i partiti presenti in Parlamento e senza l’appoggio dei grandi media. Questo rende ancora  più straordinaria questa vittoria, la prima nel suo genere nell’Unione Europea. Dobbiamo ora lavorare sodo per informare, sensibilizzare, per convincere 25 milioni di italiani ad andare a votare(questo è il quorum necessario per la validità del referendum).Sarà una campagna referendaria molto dura perché abbiamo davanti un Sistema economico-finanziario che non può perdere l’oggetto del desiderio del XXI secolo: l’oro blu che è già scarso e andrà sempre più scarseggiando per il surriscaldamento del Pianeta. Per questo dobbiamo organizzarci bene con comitati a livello provinciale come a quello regionale. Dobbiamo imparare i processi democratici partendo dal basso, lavorando in rete e tenendoci tutti per mano, nel profondo rispetto del volto di ogni persona. Dobbiamo far nascere il nuovo dentro un Sistema che mercifica tutto, anche le persone.  Nel frattempo invitiamo poi i cittadini  a chiedere tre cose: 1)la Moratoria  della legge Ronchi, per impedire  la privatizzazione dell’acqua in pieno svolgimento del referendum perché, in caso di vittoria ,quei Comuni che avranno privatizzato,  dovranno sborsare somme notevoli ai privati per riappropriarsi della loro acqua; 2) la convocazione di un consiglio comunale monotematico sull’acqua per  sottrarre il servizio idrico alle regole del mercato e della concorrenza, e sostenere e appoggiare i due Sì al referendum promosso dal Comitato referendario 2 Sì per l’acqua bene comune; 3)il voto referendario venga associato alle elezioni amministrative previste per il mese di maggio. Riteniamo poi fondamentale il ruolo che la Chiesa italiana può svolgere in questo referendum. Pertanto ai cristiani, alle parrocchie, alle comunità ecclesiali, chiediamo il coraggio di scendere a fianco di questo grande movimento dell’acqua pubblica. Chiediamo ai nostri vescovi di esprimersi ribadendo che l’acqua è la vita ed è un diritto fondamentale umano. In vista del referendum, chiediamo che la CEI si esprima sul tema di questo referendum, perché si tratta di un problema etico e morale. Tutto questo è stato espresso molto bene dal vescovo cileno Luis Infanti della Mora di Aysén(Patagonia), nella sua stupenda lettera pastorale  “Dacci oggi la nostra acqua quotidiana” : “ La crescente politica di privatizzazione è moralmente inaccettabile quando cerca di impadronirsi di elementi così vitali come l’acqua, creando una nuova categoria  sociale: gli esclusi. Alcune multinazionali che cercano di impadronirsi di alcuni beni della natura, e soprattutto dell’acqua, possono essere legalmente padroni di questi beni e dei relativi diritti, ma non sono eticamente proprietari di un bene dal quale dipende la vita dell’umanità. E’ un’ingiustizia istituzionalizzata che crea ulteriore fame e povertà, facendo sì che la natura sia la più sacrificata e che la specie più minacciata sia quella umana, i più poveri in particolare.” E allora diamoci tutti da fare perché ‘ i fiumi ritornino a battere le mani’ quando il popolo italiano sancirà con i 2Sì  che l’acqua  è bene comune, diritto fondamentale umano

Napoli, 25 gennaio 2011

ACQUA BENE COMUNE: SI DELLA CONSULTA, ADESSO LA PAROLA AI CITTADINI E-mail
immagine_sitoLa Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l’acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei “sì” porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni.

Attendiamo le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del terzo quesito, ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum.

Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull’abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull’acqua siano davvero gli italiani.

Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera.

Da oggi inizia l’ultima tappa, siamo sicuri che le migliori energie di questo paese non si tireranno indietro.

Roma, 12 gennaio 2011

—  Luca Faenzi Ufficio Stampa Comitato Referendum Acqua Pubblica ufficiostampa@acquabenecomune.org +39 338 83 64 299 Skype: lucafaenzi Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00 www.acquabenecomune.org

APPROVATI REFERENDUM SU ACQUA, NUCLEARE E LEGITTIMO IMPEDIMENTO E-mail
altOggi la Consulta ha approvato 4 quesiti referendari importantissimi per le sorti del nostro Paese.

Si tratta del referendum abrogativo della legge sul legittimo impedimento, del referendum per bloccare il ritorno del nucleare in Italia e di due referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Sono stati considerati inammissibili altri due referendum sulla gestione delle risorse idriche.

Il referendum sul legittimo impedimento (la legge che permetterebbe al premier Silvio Berlusconi di non essere giudicato in tribunale come tutti gli altri cittadini), presentato dall’Italia dei Valori, si terrà solo se la costituzionalità della legge sarà riconosciuta dai giudici della Corte (che si esprimeranno in merito domani).

Il referendum sul nucleare, sempre presentato dall’Italia dei valori ha l’obiettivo di cancellare circa 70 norme contenute nei provvedimenti del governo Berlusconi che hanno riaperto la possibilità che possano essere costruite nuove centrali.

I due referendum ammessi sull’acqua chiedono di abolire la possibilità di dare la gestione dei servizi idrici ai privati (il primo, sulle “modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”; il secondo, sulla “determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”).

VAS che fa parte del Comitato promotore della Campagna “L’acqua non si vende” (che ha raccolto le firme per i due referendum sull’acqua approvati dalla Consulta) e che in linea di principio condivide i contenuti degli altri due quesiti referendari sul legittimo impedimento e sul nucleare, esprime soddisfazione per la decisione della Corte Costituzionale.

Tale decisione restituisce una possibilità ai cittadini italiani di poter intraprendere ancora (nonostante l’imperdonabile ritardo) la strada delle fonti di energia rinnovabile e pulita e quella della gestione collettiva dei beni comuni. Inoltre, si potrà cominciare a sperare di poter togliere dall’imbarazzo il nostro Paese, dove continua ad imperare in modo incontrato, un imprenditore/politico che si difende con scudi legislativi ad personam degni del peggior regime autoritario.

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