Isola di San Giacono in Paludo

San Giacomo in Paludo
VAS Venezia aderisce a Isole in Rete 2013 PDF Stampa E-mail
L’associazione Vas Venezia aderisce all’iniziativa Isole in Rete 2013 organizzata dal Comune di Venezia e dall’Istituzione Parco della Laguna con la collaborazione di varie associazioni fra cui il Vas.
Leggi tutto…
VAS ricorre al Tar del Lazio contro la privatizzazione di San Giacomo PDF Stampa E-mail
Lo studio di architetti “Isole 84” di Venezia  ha ospitato sabato 11 maggio 2013 un conferenza stampa organizzata dal VAS nazionale e VAS Venezia per denunciare il tentativo di trasformare San Giacomo in Paludo in un ennesimo albergo.
Leggi tutto…
Vas Venezia collabora con il Festival dei Giardini 2011 PDF Stampa E-mail
In bragozzo fra vigne, orti e barene della Laguna nordItinerario guidato di una giornata con navigazione in bragozzo fra le isole della laguna norda cura di Chiara Baradello, biologa e guida naturalistico ambientale

 

Una giornata a bordo di un bragozzo, l’imbarcazione da pesca più diffusa nell’alto Adriatico fra Ottocento e prima metà del Novecento, scivolando sull’acqua calma della Laguna nord di Venezia, per scorgere paesaggi e suoni che solo il lento navigare permette di percepire e raggiungere isole e barene che hanno assistito alla colonizzazione degli antichi veneti per rifugiarsi a vivere a Torcello e Venezia.

Leggi tutto…
Premessa PDF Stampa E-mail
ImageLa laguna di Venezia è costituita da una miriade di isole. Alcune continuano ad essere abitate e sedi di attività (S. Erasmo, Vignole, Torcello, Mazzorbo, Burano, Murano nella laguna nord; S. Servolo, Grazie nella laguna sud; Isola degli Armeni e San Giorgio nel Bacino di S. Marco); altre, di dimensione più piccole, sono state completamente abbandonate e lasciate al loro destino (Poveglia, Santo Spirito nella laguna sud; Certosa, S. Secondo, Carbonera, Tessera, S. Giacomo in Paludo ecc. nella laguna nord). Sedi di attività diverse nel passato, molte di queste isole, con l’avvento prima di Napoleone e poi degli Austriaci, cambiarono destinazione d’uso e molte furono adibite a fortezze e polveriere, destinazione che fu mantenuta fino alla metà del ‘900. Per decenni completamente abbandonate, queste isole hanno subito vandalismi di ogni genere e sono state, per mancanza di sorveglianza, completamente depredate vedendo portar via, spesso, anche i resti degli antichi insediamenti, reperti di grandissima importanza storica e archeologica. Questa che stiamo per raccontare è la storia di San Giacomo in Paludo, una piccola isola situata nella laguna nord, che VAS, con la collaborazione dell’Equipe Veneziana di Ricerca, sta restaurando e riportando alla sua antica magnificenza per destinarla a centro studi sull’ambiente lagunare.

UBICAZIONE

ImageL’isola di San Giacomo in P. si trova nella laguna Nord di Venezia lungo il Canale Scomenzera S. Giacomo che unisce Murano a Burano. Attualmente l’isola non ha un approdo ACTV e per raggiungerla non vi è che la possibilità di munirsi di barca propria. L’accesso è naturalmente consentito solo agli addetti ai lavori ma contattando la locale sezione dell’Associazione VAS è, eventualmente, possibile avere materiale sul progetto di ripristino dell’isola e fare una visita ai cantieri.
La storia PDF Stampa E-mail
ImageLa vita documentata di questa località risale al XII secolo, sebbene l’intervento umano sull’isola sia antecedente e si estendesse su un’area più ampia dell’attuale. Nell’ultimo periodo del dogado di Piero Polani (1130-1148) venne edificato un ospizio dedicato a San Giacomo. Successivamente assegnato alle monache Cistercensi (1238), questo verrà trasformato in monastero sviluppando la struttura edilizia e relazionandola al nuovo uso. E’ questo un periodo relativamente fecondo per l’isola, nel quale accanto alle trasformazioni edilizie l’isola assume, in virtù della sua ubicazione, un ruolo importante quale ricovero e tappa del traffico lagunare gravitante sul Sile e sul Piave. Nel 1400, tuttavia, le religiose dell’ordine cistercense abbandonarono definitivamente l’isola e si trasferirono nel vicino monastero di S. Margherita di Torcello. Nel corso degli anni successivi, constatato il progressivo declino ed il degrado, S. Giacomo in P. venne assegnata ai minori francescani della “Casa Grande” di Santa Maria Gloriosa dei Frari. In essa venne così conservata la vocazione originaria e gli occupanti ne salvaguardarono l’integrità. E’ in questa fase che avvenne la ricostruzione della chiesetta di San Giacomo, poi restaurata nel secolo successivo, le cui immagini sono tramandate dai disegni e dalle incisioni del ‘600-‘700 e la cui descrizione ci perviene dal Coronelli. Nel corso del ‘700 il degrado dell’isola, già anticipato dalle descrizioni del Coronelli, divenne manifesto, allorché venne sollecitato dai Minori Conventuale il restauro della pubblica cavana e delle arginature. Nel corso dei secoli l’isola, fortemente colpita dal moto ondoso del vento di nord-est, ha subito innalzamenti ed ampliamenti atti a rinforzare le arginature. Agli inizi del 1800, in ossequio ai decreti napoleonici sugli ordini religiosi, il convento dei Frari fu soppresso; l’isola di San Giacomo venne a rientrare di conseguenza sotto la giurisdizione del Demanio, che la diede in concessione all’amministrazione militare. I preesistenti edifici furono tutti demoliti, fatta eccezione per la cavana settecentesca. Inizia qui una nuova storia in cui l’isola, al pari di altre nella Laguna Veneta, verrà utilizzata saltuariamente quale caserma, quindi trasformata in piazzaforte ed infine in deposito di polveri e materiali militari, uso quest’ultimo, mantenuto fino al definitivo abbandono nel 1961.

Image

ImageImage

 

Image