Fiume Gari

MONITORAGGIO QUALI – QUANTITATIVO

 DEL FIUME GARI

Le sorgenti del Gari sono il punto di recapito di una vastissima area di alimentazione che si estende, verso nord, nella dorsale carbonatica di Monte Cairo e dei Simbruini – Ernici fino alla valle dell’Aniene, su una superficie di un migliaio di chilometri quadrati. La portata del fiume Gari, che, a monte della confluenza con il Fiume Rapido, risulta variabile fra 18 e 24 m3/s, è sostenuta esclusivamente da questo imponente sistema di circolazione idrica sotterranea. Le particolari condizioni idrogeologiche della zona rendono il territorio urbano della città di Cassino una delle zone italiane più ricche di acqua. Il valore di questa risorsa, oltre che nell’elevata portata disponibile e nella stabilità del suo regime di erogazione, è costituito soprattutto dalle pregiate caratteristiche chimico-fisiche che rendono queste acque particolarmente indicate per il consumo umano. Lo sviluppo antropico di quest’area, ormai consolidata come uno dei principali poli abitativi ed industriali del Lazio meridionale, ha provocato nel tempo effetti sempre più minacciosi e, troppo spesso sottovalutati, soprattutto sulle caratteristiche qualitative di questa enorme disponibilità idrica naturale. Da anni l’amministrazione locale non riesce a risolvere il grave problema della carenza di una adeguata rete fognaria che eviti gli scarichi abusivi direttamente in falda o negli alvei dei corsi d’acqua; altrettanto preoccupante è la situazione di completo disordine della rete degli scarichi industriali e la mancanza di controllo delle discariche abusive che proliferano in tutto il territorio comunale. La tutela della falda, il cui livello piezometrico, nel centro urbano di Cassino, si trova localmente a profondità prossime al piano campagna, è stata finora garantita esclusivamente da fattori naturali legati al peculiare assetto idrogeologico e stratigrafico dell’area sorgiva. L’affioramento, sufficientemente continuo, di una coltre di terreno pressoché impermeabile costituisce l’unica protezione per la falda sottostante e i grandi quantitativi di acqua sotterranea erogati dalle sorgenti permettono un abbattimento dei livelli di inquinamento delle acque superficiali. Questa particolare situazione idrogeologica, che favorisce un’autoprotezione naturale della falda, e un’autodepurazione naturale della acque di scorrimento superficiale, viene quotidianamente minacciata dal progressivo e sconsiderato aumento della pressione antropica. Gli effetti del conseguente ed inevitabile deterioramento del delicato equilibrio descritto, devono destare serie preoccupazioni soprattutto perchè gran parte della risorsa idrica a rischio è utilizzata come acqua potabile dalla Regione Campania, dal Comune di Cassino e da altre utenze locali. In tale scenario si inserisce la seguente pubblicazione redatta dall’Associazione Verdi Ambiente e Società – VAS Onlus in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Roma “La Sapienza”. Lo studio di ricerca è stato coordinato dal geol. Riccardo Consales per l’Associazione Verdi Ambiente e Società – VAS Onlus mentre il Prof. Marco Petitta ha coordinato l’attività di ricerca svolta dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Roma “La Sapienza”. Il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Roma “La Sapienza” si è avvalso della collaborazione della Dott.ssa Lucia Mastrorillo. La fase di rilevamento dei dati ha previsto il contributo di Isabella Quattrocchi, Roberta De Sanctis e Pasqualino Battista. Si ringraziano inoltre i proprietari delle Terme Varroniane per l’incondizionata disponibilità all’accesso all’interno delle loro proprietà. Lo studio e l’analisi GIS del territorio analizzato è stato redatto dall’Associazione Verdi Ambiente e Società – VAS Onlus: in particolare hanno collaborato Roberta De Sanctis e Valentina Pomponio. L’attività di ricerca, le cui metodologie di indagine verranno descritte nei capitoli successivi, ha consentito il raggiungimento dei seguenti obiettivi: – valutazione dell’entità della risorsa idrica sotterranea disponibile; – ricostruzione del più probabile andamento della circolazione idrica sotterranea; – valutazione del grado e delle modalità di utilizzazione della risorsa idrica disponibile. – Censimento centri di pericolo e redazione della Carta della Vulnerabilità degli acquiferi

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