APPELLO PER IL PADULE DI FUCECCHIO E IL CENTRO RDP

 

L’anno che sta per finire ha visto un acceso dibattito sul futuro delle azioni di tutela e valorizzazione del Padule di Fucecchio e, molto più concretamente, sulle sorti a breve termine del Centro di Ricerca; Documentazione e Promozione che si è sempre occupato della gestione dell’area protetta.

Il Padule di Fucecchio è la più grande palude interna italiana, inserita nell’elenco dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) e in quello delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi delle direttive comunitarie, e dal 2013 è anche zona umida di interesse internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.

Questi riconoscimenti vincolano le amministrazioni locali a misure di tutela basate su criteri scientifici e professionalità adeguate: la bellezza dei paesaggi del Padule e la ricchezza della storia, della natura e delle tradizioni locali costituiscono un bene inestimabile per una comunità che va ben oltre i confini locali.

Il Centro, istituito nel 1990 dalla Provincia di Pistoia e da altri soggetti locali pubblici e privati, è una Onlus composta da Enti pubblici da Associazioni interessate alla salvaguardia di questo ambiente e di altre aree umide della Toscana settentrionale, con particolare riferimento al bacino dell’Arno.

Fu creato per avere un organismo con forti connotazioni tecnico-scientifiche che fosse in grado di gestire le attività della costituenda area protetta potendo contare su una struttura agile e sul coinvolgimento di personale esperto ma a costi contenuti rispetto ad un eventuale utilizzo di dipendenti pubblici.

Per più di vent’anni il Centro ha costituito un esempio di buona cura e di promozione del territorio, preso a modello da molte altre aree; oltre ad occuparsi di monitoraggio, manutenzione e ripristino ambientale, ha curato particolarmente le attività divulgative e didattiche (75.000 gli studenti coinvolti in 20 anni di attività).

Grazie ai buoni risultati ottenuti, al Centro è stato affidato anche il coordinamento di progetti che in un’ottica di sistema non solo consideravano l’intera area umida nel suo complesso, ma la integravano in una rete di aree protette della Toscana settentrionale (progetto regionale “Lungo le Rotte Migratorie”).

La stessa visione territoriale che il Centro ha applicato nella progettazione degli interventi di valorizzazione; basti pensare al progetto complessivo della sentieristica (del 2004, purtroppo finora non realizzato), o al recente sistema cartografico interattivo che offre un prezioso strumento al turista in visita nell’area.

Non vorremmo che, in ossequio alle logiche di campanile imperanti dopo il disgregamento delle Province, questa gestione unitaria lasciasse il posto ad uno “spezzatino” delle proprietà e delle competenze, come se il Centro Visite di Castelmartini, costruito nel 2013 con risorse provenienti anche dalla UE, fosse indipendente dalla Riserva Naturale e dall’osservatorio de Le Morette.

E, andando oltre nel ragionamento, è difficile comprendere quali prospettive potrebbe avere il futuro Centro Visite della Dogana del Capannone, se non integrato in una rete che includa le altre strutture museali, il sistema delle ville medicee, le testimonianze storiche in un ampio circuito di percorsi escursionistici sul territorio.

Le recenti esperienze dell’Expo di Milano e delle Open Week della Valdinievole, alle quali il Centro RDP ha assicurato un importante contributo, insegnano che per la promozione del Padule di Fucecchio sono necessarie due cose: un gioco di squadra ed un’offerta basata soprattutto su competenza e professionalità.

Invece, proprio quando potremmo cominciare a raccogliere i frutti di un lavoro ventennale, senza un intervento deciso degli Enti pubblici interessati il Centro RDP è destinato alla chiusura entro la fine dell’anno, visto che senza i due soli dipendenti sarebbero a forte rischio anche le attività realizzate da collaboratori e volontari.

Chiediamo quindi alla Regione Toscana e a tutti i Comuni dell’area di aprire una nuova stagione di interventi positivi sul Padule di Fucecchio, attraverso un progetto di gestione che faccia perno sul Centro RDP Padule di Fucecchio Onlus proprio per le sue caratteristiche precipue.

Chiediamo alla Regione di assicurare così alla ONLUS la possibilità di continuare a svolgere le attività di gestione del Centro Visite di Castelmartini e della Riserva Naturale, e alla Riserva stessa il pieno recupero dell’attività gestionale che nel corso dell’ultimo anno ha visto il sostanziale abbandono da parte dell’attuale ente competente ed è proseguita solo per l’impegno del Centro.

 

Hanno aderito all’appello promosso da Maria Grazia Francescato:

Guido Pollice – Verdi Ambiente e Società (VAS)

Rodolfo Bosi – Circolo Territoriale di Roma di VAS

Marco Boato

Edvige Ricci

Luana Zanella – Verdi

Marco Lion

Giorgio Boscagli

Annamaria Procacci

Franco Perco

Francesco Mezzatesta 

Arianna Balzano

On. Serena Pellegrino

Laura Cima

Carlo Alberto Graziani

Anna Donati

Camilla Crisante

Melania Cavelli

 

 



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