Non possiamo dire di stare in dittatura, ma in una democrazia “compressa” sì

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Questa azzeccata definizione mi è stata data diversi anni fa da un consigliere della Provincia di Roma.

Torna ad essere ancor più azzeccata in questo momento in cui il Governo ha chiesto la fiducia sulla legge elettorale (cosiddetto “Rosatellum Bis”).

In termini di “metodo”, da cittadino che vorrebbe una vera democrazia basata sempre sul confronto ed il dialogo tra tutte le forze politiche sui contenuti e non invece sulla demonizzazione sistematica dell’avversario, specie in un momento in cui si deve approvare una legge elettorale che dovrebbe valere per tutte le prossime legislature e non solo per le “poltrone” della prossima che molti deputati e senatori di oggi si vorrebbero riassicurare per il prossimo domani proprio con il “Rosatellum Bis”, assistere alla deliberata volontà di impedire con la fiducia ad una parte dei parlamentari il loro diritto non solo di fare opposizione, ma anche di portare un contributo al miglioramento del testo, mi ripugna ancor più perché la fiducia viene per giunta carpita con il ricatto che non si può far cadere il Governo proprio in questo momento che c’è da approvare il Documento di Economia e Finanza.

D’altronde, se sono certi di avere comunque la maggioranza, perché mettere il bavaglio all’opposizione?

Non mi interessa più di tanto sapere che da una parte secondo Renzi la fiducia è stata usata anche da De Gasperi e che dall’altra parte anche Mussolini si è avvalso della fiducia, perché non mi cambia comunque la netta sensazione di non sentirmi più in una vera e compiuta democrazia, bensì in un paese in cui vale pur sempre il detto – di cui mi vergogno da italiano – secondo cui “fatta la legge trovato l’inganno“, in tal caso quello di certe “regole” che ufficialmente legittimano il ricorso alla fiducia (non contestato per questo dallo stesso Presidente Mattarella) ma di certo in termini morali “comprimono” la democrazia ad uso e piacimento di certi parlamentari, che hanno la faccia di bronzo di sostenere addirittura che stanno facendo gli interessi “pubblici” di tutti gli italiani.

In termini di “merito” la “compressione” delle regole democratiche è significativamente dimostrata dai cosiddetti “nominati” previsti dal “Rosatellum Bis”, contro cui “Il Fatto Quotidiano” ha già raccolto 80.000 firme, di cui il Governo non sembra minimamente intenzionato a tener costo.

In tal modo la democrazia che etimologicamente significa “governo del popolo”, che la esercita con il voto attraverso i suoi parlamentari, viene ad essere svuotata dei contenuti nel preciso momento che gli “eletti” curano maggiormente le pastoie burocratiche che la vengono a “comprimere” pesantemente e non fanno più esclusivamente – come dovrebbero –  gli interessi di tutti gli italiani.

 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

 



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